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UNA (Marzia Stano) a Sanremo Giovani

Il 27 novembre Marzia Stano sarà protagonista sul palco dell’Ariston con il brano Amare stanca, in diretta televisiva su RaiUno. UNA di dodici potrebbe intitolarsi l’hashtag da utilizzare in questo caso, dove l’articolo rappresenta il nome d’arte di Marzia Stano e il numero l’insieme degli artisti in gara che parteciperanno alle finali per accedere alla prossima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, nella Categoria Giovani.

UNA, in gara con “Amare stanca” (brano al tempo stesso omaggio alla canzone italiana e lamento poetico sulle pene dell’amore), si esibirà il prossimo 27 novembre sul palco del Teatro Ariston. Pubblico e giuria artistica potranno così apprezzare la carica dirompente e la forza emotiva di UNA, artista poliedrica, dalla voce intensa e carezzevole, cantrice dei sentimenti più puri ma anche più sofferti, protagonista in questi anni di un’evoluzione artistica che l’ha vista esibirsi nelle maggiori manifestazioni nazionali ed internazionali (Sziget Festival, Hit Week, 1 Maggio di Taranto, BiennaleMArteLive, Generazione XL, 6 Nazioni).

Tra i 12 finalisti UNA è forse l’artista con il background più indie e un’attività live intensa frutto del lavoro mirato di MArteLabel, l’etichetta indipendente che l’ha lanciata nel 2013 con l’album Una Nessuna Centomila (2013) a cui è seguito Come in cielo così in terra (2014), entrambi pubblicati con il sostegno di Puglia Sounds Record.

Dopo aver lanciato artisti come Nobraino, Dellera, Management Del Dolore Post-Operatorio, oggi MArteLabel con UNA si pone l’obiettivo di innovare il panorama musicale con progetti dalla qualità artistica eclettica e dal forte impatto live. Chi non conosce UNA rimarrà stregato dalla sua grinta ed energia sul palco.

Senzamecenate aveva già pubblicato una sua intervista. Per rileggerla clicca qui.

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Mammooth - Eat me drink me
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Mammooth – Eat me drink me

Prodotto da MArteLabel e in uscita il prossimo 14 maggio, EAT ME, DRINK ME è la nuova luminosa anima dei Mammooth. A cinque anni dall’esordio di “Back in Gum Palace”, la band torna con un lavoro sulla lunga distanza ricco di suggestioni pop, soul e blues declinate su un impianto IDM. Un cambio di rotta inaspettato. L’electro-rock degli esordi lascia spazio ad una forma ancora più contaminata, fascinosamente post-moderna, in cui i beats della house e della techno fanno da impalcatura a songs inconsuete, in equilibrio tra digressioni cinematico/psichedeliche e visioni dark, romanticismo e tentazioni slow disco.

L’innesto della compositrice Cristina Carlini in fase di composizione accanto agli storici Riccardo Bertini e Fabio Sabatini cambia gli equilibri del sound massimalista dei Mammooth: un tocco di semplicità puramente femminile che, anche nei testi, fa sentire il suo sapore agro-dolce. Le lyrics ancora una volta testimonianza di un mondo intimo e surreale, doloroso e inquieto. L’irrequietezza come centro di propulsione della vita, in cui la ricerca della bellezza rimane l’unico modo per restare vivi.

Il disco si apre con uno dei pezzi più lunghi: The Liar (ispirata al libro “L’avversario” di Emanuele Carrere) è un viaggio-incubo nella mente di un assassino, che offre una sorta di sguardo d’insieme sull’album. Ospite di questo brano Katy Gunn, portentosa violinista americana.

Rain on me, prima collaborazione tra Riccardo e Cristina, è un singolo techno pop, una ballad elettronica che nel finale si trasforma in una danza psichedelica per cuori infranti, in un duetto con la splendida voce della cantante danese Anna Lidell. Segue Run Away, un miscelamento perfetto tra l’aggressività electro punk e le tipiche atmosfere post-romantic della band, il racconto della storia di una suicide girl e di un ciclista hipster ossessionato dalla bici, storia surreale in bilico tra solitudine e voglia di fuga.

Girl in the Well è una murder ballad elettronica: i beats della 808 muovono una song dall’animo brumoso in cui il violino di Andrea Di Cesare (già collaboratore di Carmen Consoli, Niccolò Fabi e Fabrizio Moro), dona uno straniante tocco di romanticismo ad un testo cattivo e sarcastico, la storia di un omicidio raccontata dal punto di vista del killer.

Poem è il primo dei due cuori dell’album. È una song minimale in cui le chitarre alternativamente sciolgono e rilegano i beats in un blues-pop spettrale figlio tanto dei Depeche Mode quanto di Pj Harvey, con un testo onirico che scandaglia le profondità dell’inconscio. Il secondo cuore è rappresentato da Evo. Bassa battuta techno, violoncelli spezzati e fuliggine di beats, il pezzo più sperimentale dell’album. Una pop song deviata in cui le parole del testo nascono da un sogno, un mondo sonoro unico in cui la Berlino di Paul Kalkbrenner gioca e si accoppia con l’indolenza tipica della città eterna.

Nuclear War è la ballad elettronica definitiva. Ancora un impianto technoide tra chitarre tremolanti e pad lisergici, dove la voce di Bertini racconta le piccole/grandi guerre del rapporto di coppia. Le montagne russe dei Mammooth in un saliscendi sonoro tra echi dei ’90, aperture liriche e fasci di luce improvvisa dal mondo che è stato di Air e Archive su tutti.

Unmade Bed è il pezzo più dark di tutto l’album. Un impianto trip-hop, elementi jazz, chitarre distorte, arpeggiatori e synth stranianti a raccontare uno dei tipici momenti di stasi e riflessione, appena prima del salto. Il brano è stato scelto per commentare una delle scene più “forti” del film di T. Zangardi “L’esigenza di unirmi ogni volta con te” (in uscita a maggio) di cui i Mammooth hanno firmato la soundtrack.

City è la perfetta chiusura per Eat Me Drink Me. Un pezzo di nuovo in collaborazione tra Riccardo e Cristina. Il mondo dei Boards of Canada fatto a pezzi e suturato da synths e beats in reverse, fantasmi house e voci spettrali che raccontano di città vuote, di grattacieli vissuti come foreste di cemento dispensatrici di solitudine. La malinconia viene spezzata dall’impianto IDM che riporta agli anni 2000 della Morr Music, Notwist e Lali Puna come numi tutelari del brano, ma anche dell’intero album.

EAT ME DRINK ME è un disco da mangiare e da bere. Un sound unico nel panorama italiano: registrato nei MAMMOOTH STUDIOS di Roma, il disco è stato poi missato e masterizzato a Londra da Manolo Remiddi che è riuscito a dare corpo alle fantasie sonore più sfrenate dei Mammooth.

Tracklist:

01 – The Liar
02 – Rain on Me
03 – Run Away
04 – Girl in the Well
05 – Poem
06 – Evo
07 – Nuclear War
08 – Unmade Bed
09 – City

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Anudo
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Gli Anudo vincitori della MArteLive

Un contratto di management completo e l’ingresso ufficiale nel roster di MArteLabel: questi i premi che gli ANUDO si sono aggiudicati in occasione della BiennaleMArteLive, vincitori del Premio Speciale MArteLabel. La band piemontese, formata da Daniele Sciolla, Federico Chiappello e Giacomo Oro, si muove tra note elettroniche e synth, che si fondono poi perfettamente nel noise, realizzando sonorità interessanti, ma, soprattutto, cariche di energia.Gli ANUDO si esibiranno, inoltre, in diversi club elettronici del Nord Europa (Praga, Berlino, Monaco, Francoforte) per promuovere la loro musica in vista dell’uscita del loro disco d’esordio, prevista per il prossimo autunno e anticipata da un singolo che potremo ascoltare in primavera. Il tour è partito lo scorso 5 marzo e vedrà come ultima tappa un ritorno alle origini. Il 14 marzo potrete, infatti, assistere ad un loro spettacolo al Samo di Torino.

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MArteLabel Fest Milano
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MArteLabel Fest

Torna di nuovo l’appuntamento con il MArteLabel Fest, il festival itinerante che vedrà le band di MArteLabel insieme per un tour che nei prossimi mesi toccherà le principali città italiane.

Dopo la prima a Roma, MArteLabel Fest arriva alla Fabbrica del Vapore di Milano location nella quale si esibiranno Nobraino, Dellera, Mammooth e Giacomo Toni.

Inoltre, così come per l’edizione 2013, il tour sarà accompagnato dalla pubblicazione di una compilation, la MArteLabel Fest Compilation Tour Vol.2, nella quale saranno presenti i maggiori successi 2014 di tutti gli artisti del roster dell’etichetta.

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Management Del Dolore Post Operatorio - McMao - James Douglas Morrison
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James Douglas Morrison è qui tra noi

Ribelli, provocatori, fuori dagli schemi, con una buona dose di follia, ma, soprattutto, mai scontati: il Management Del Dolore Post Operatorio è tornato a sconvolgere la fermezza delle nostre convinzioni.

Oggi, 18 febbraio, esce il primo singolo tratto dall’album McMao in uscita il prossimo 11 marzo. Si chiama James Douglas Morrison, un omaggio al grande e intramontabile artista, che, come ogni cosa, viene confutato dalla band abruzzese:

“Tra le cose che hai detto ce ne sono di carine: “Vivere ogni giorno come se fosse la fine”. Sai mi sembra un pensiero cretino: devi vivere ogni giorno come se fosse il primo”.

Un album che non è un semplice raccoglitore di musica, ma che è una vera e propria galleria d’arte: la copertina rappresenta un Mao Tse Tung severo nell’espressione, ma truccato da clown; anche l’immagine che accompagna il singolo appena uscito è di grande effetto, con un Morrison bello come un Dio. Tutto curato nei minimi particolari, e l’autore è Giuseppe Veneziano.

Anche noi di senzamecenate abbiamo voluto intervistare, qualche tempo fa, solo per voi il Management Del Dolore Post Operatorio. Se volete, potete dare un’occhiata: http://www.senzamecenate.it/musica/madedopo

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