Tag: Concerto 1° maggio

Primo Maggio 2015
Senza categoria

Roma: concerto 1° maggio 2015

Quest’anno, sul palco  allestito in Piazza San Giovanni in Laterano a Roma, si festeggerà il 25esimo anniversario della manifestazione che dal 1990 richiama centinaia di migliaia di spettatori. Questa la line-up quasi definitiva:

GORAN BREGOVIC – BLUVERTIGO – LACUNA COIL – NESLI, NOEMI, PFM, ENRICO RUGGERI, PAOLA TURCI, MARIO VENUTI & MARIO INCUDINE – ALESSIO BERTALLOT – EMIS KILLA – GHEMON – IRENE GRANDI – ALMAMEGRETTA –  ENZO AVITABILE –  ALPHA BLONDY – ALEX BRITTI – MIMMO CAVALLARO – TERESA DE SIO – KUTSO –  LEVANTE – LO STATO SOCIALE – YLENIA LUCISANO – MED FREE ORKESTRA – DANIELE RONDA & FOLKLUB – SANTA MARGARET – JAMES SENESE & NAPOLI CENTRALE – TINTURIA – TARANTOLATI DI TRICARICO.

Il concertone, come ogni anno, è in diretta televisiva dalle ore 15.00 a mezzanotte su Rai 3 e su Radio Rai 2.

Continue reading
Luca Romagnoli (frontman dei Management del Dolore Post Operatorio) al Concerto del Primo Maggio 2013
Stories

Management della censura

Quando Reporter Sans Frontieres stilò l’ennesima dura, cruda e spietata lista sulla libertà di stampa e di informazione in 179 Paesi, la 57esima posizione occupata dalla nostra Italia non destò clamore. Scavalcati nettamente da Paupasia Nuova Guinea – Niger – Burkina Faso – Samoa e Corea del Sud (tanto per citarne alcuni).

Così può accadere, e non è concesso sorprendersi, che arrivi il Concertone (?) del 1° maggio e che dopo una serie interminabile di band poco discutibili o tanto discutibili si azioni il macabro e folle meccanismo della censura.

I master si abbassano, i collegamenti tv cadono, gli eterni indignati di professione avviano la spasmodica costruzione di tesi e di sentenze.

I Management ricordano l’uso del condom, commemorano uno dei tanti giovani coraggiosi travolti dal sistema. Lo fanno a ritmo di rock’n’roll, alimentati dalla loro inesauribile energia. Lo fanno dimenandosi sul palco prima che la clessidra di quegli scarsi 8 minuti si sarà già esaurita.

In un’epoca di abiti neri, noi ci definiamo poeti BENEDETTI. Perchè abbiamo la fortuna di poter essere noi stessi, di NON interpretare nessuna parte, e di pensare e parlare con la nostra testa, per quanto sia difficile. Noi facciamo l’immane sforzo di sorridere, la cosa più rivoluzionaria di tutte. E quando t’incazzi e ti metti a urlare col sorriso sulla bocca, quasi fosse un gioco, e infondo lo è, nessuno ci capisce più niente, LORO hanno tanta paura della gente che sorride.
(Fonte: Intervista per SenzaMecenate)

Continue reading