Una “stupida coincidenza”

di Chiara Maggio

«Battetevi a duello: il vincitore mi avrà». Queste parole ferirono gravemente un uomo e lei fu cacciata dalla Francia.

La seconda vittima, un amante molto geloso, le sparò due colpi al volto, provocandole una cicatrice; da quel momento il suo viso fu per sempre incorniciato da un elegante caschetto.

Lo stesso caschetto che fu fatale anche ad un giovane e ricco uomo, che per lei, delapidando il patrimonio di famiglia, fu dichiarato interdetto.

Nel dicembre del 1929, la chanteuse e ballerina ligure, Liliana Castagnola, famosa in Europa ora per l’incredibile personalità camaleontica ora per la sua non-proprio-rispettabile fama, viene ingaggiata dal Teatro di Santa Lucia di Napoli. Inconsapevole del fatto che quel luogo avrebbe interrotto il suo sensuale e tumultuoso “peregrinare”, giunge in città e si fa volutamente riservare, pochi giorni dopo, una poltrona in prima fila al Teatro Nuovo: da lì avrebbe potuto studiare le mosse della sua nuova e lussuosa preda: il Principe De Curtis.

Totò viene subito catturato dagli occhi verdi che da quella poltrona lo desiderano fortemente e, allo stesso tempo, lo intrigano. Noncurante della “cattiva fama” di quella così affascinante creatura, decide di corteggiarla sin da subito con un mazzo di fuori e un pensiero: “E’ col profumo di queste rose che vi esprimo tutta la mia ammirazione”.

Liliana lo invita alla pensione degli artisti Ida Rosa in Via Sedil di Porto, e lì, il Principe della risata rimane, per la prima volta, incredibilmente serio e incantato dal dono che lei gli riserva: una fotografia che la ritrae in tutta la sua raggiante bellezza e che riporta la dedica “Totò, un tuo bacio è tutto”. E’ l’inizio della loro storia d’amore.

Quella relazione segna la fine della sua lussuriosa ricerca, realizzando di non voler altro se non quell’uomo. Ne diviene dipendente, si nutre di quella passione, non riesce a farne a meno. L’unico anelito di Liliana è di legare Antonio a sé in modo indissolubile.

Agli occhi di lui sfuma sempre più quell’idea che aveva fatto della sua donna una dea fascinosa e irraggiungibile. Inizia a sentirti in gabbia, il tormento lo attanaglia e sente, in cuor suo, di non volerla più al suo fianco.

Quasi un anno dopo firma un contratto con la Compagnia Cabiria che lo porterà a lavorare a Padova; è un gesto che esprime tutta la volontà di fuggire da quell’ossessione.

La disperazione, il tormento, lo smarrimento si fanno strada in lei e si aggiungono alla sua insonnia e alle sue ben celate turbe interiori. La notte del 30 marzo, Liliana, sola nella sua camera, si veste dei suoi migliori abiti e si trucca come se aspettasse di rivedere il suo principe ancora una volta. Ingerendo una dose massiccia di sonniferi, si lascia trasportare nell’amaro oblio dell’eternità: adesso è lei l’inerme vittima dell’Amore.

Liliana è il nome che Antonio dà alla sua prima e unica figlia, e oggi, egli stesso riposa insieme a lei nella cappella della famiglia De Curtis. Sono gesti che testimoniano l’incurabile tormento provocato dalle ultime parole riportare dalla lettere che lei, prima di abbandonarlo per sempre, gli lascia.

Stasera un gattaccio nero mi è passato dinnanzi. E ora, mentre scrivo, un altro gatto nero, giù nella strada, miagola in continuazione. Che stupida coincidenza, è vero?

Liliana Castagnola

Liliana Castagnola