Silvio Benedicto Benedetto

Silvio Benedetto nasce il 21 marzo 1938 da una famiglia di artisti di origine italiana. Pittore, muralista, scultore, incisore, fotografo, regista teatrale ed autore.  Sin da giovane la sua attività artistica è intensa.

Nel campo della pittura vince il primo premio alla Biennale Panamericana d’Arte Sacra e realiz­za numerose personali tra le quali, di rilievo, quelle al Museo Nacional de Tucumàn e alla Galleria Müller di Buenos Aires. Risalgono al 1958 le prime realizzazioni di quella sua particolare forma teatrale che diverrà subito dopo il “teatro negli Appartamenti” (come ad esempio “Cara a cara” nel suo studio di via Chacarita) e  all’anno successivo la scrittura dell’opera teatrale El hombre del rulo verde insieme a Luisa Racanelli. Sempre a Buenos Aires nel 1960 Silvio Benedetto entra a far parte del Teatro de Los Independientes come fotografo, pittore e attore;

Realizza mostre personali in numerose e prestigiose gallerie (citiamo tra tante: “Penelope”, “Zanini” e “Nuova Pesa” di Roma, “Bussola” di Torino, “De´ Foscherari” di Bologna, “Gianferrari” di Milano). Espone ed è premiato in rassegne nazionali ed internazionali. Nel 1964, stabilitosi definitivamente a Roma, crea con Luisa, Diana e Davide Racanelli la Galleria Due Mondi, che curerà le rassegne: “Prospettive”, “Immagini degli Anni `60: poesia e realtà” e “Artisti Latinoamericani d´Avanguardia”.

Del 1974 è la sua imponente installazione Mamma, ho trovato dei magnifici fiori che meritano di essere colti (Il Cristo dei Minatori): una struttura polie­drica di 33 x 33 m. dipinta a Caltanissetta, presso un capannone, con l’affettuosa collaborazione di Isidoro Passanante e dei nipoti argentini di Silvio; montata nell’arco di una notte (la notte della vigilia di Natale) nel centro di Palermo, quest’opera diviene subito nota come Il Cristo delPoliteama sulla scia di un’accesa polemica: benchè commissionata dal Comune di Palermo viene prontamente fatta smontare dall’allora Sindaco Vito Ciancimino.

In questa occasione Benedetto presenta a Palermo il suo manifesto Arte come azione nel contesto urbano; a suo soste­gno firmeranno il manifesto numerosi artisti e intellettuali tra cui: Sebastian Matta, Corrado Cagli, Bruno Zevi, Luigi Nono, Vittorio Gelmetti, Leonardo Benevolo, Dario Fo, Nanni Loy, Titina Maselli, Cesare Zavattini.

Non meno clamorosa è la polemica con l’Arcivescovato di Palermo e con il Cardinale Pappalardo a proposito della partecipazione di Benedetto, come artista invitato, alla rassegna “Il sacro nell’arte”: la sua opera La Trilogia (Diluvio, Processione e Tragedia Greca), pur visionata a priori dagli organizzatori e inclusa in catalogo, viene censurata durante l’allestimento della mostra e dunque ritirata dall’esposizione al Palazzo Arcivescovile poco prima dell’inaugurazione. Dato che nessun giornale della città siciliana aveva voluto pubblicare la verità su questo sopruso, insieme ad Alida Giardina e a numerosi giovani amici Benedetto tappezza le pareti di Palermo con l’ormai noto manifesto Lettere che L’Ora non ha voluto pubblicare (A proposito del Cristo del Politeama, di Guttuso e di un pubblico dibattito), “… Al Cardinale Pappalardo e all’opinione pubblica: oscenità o favoritismo? a chi? a che cosa?“. Documenta l’evento anche una brochure firmata da Antonio Collisani, Franco Grasso, Bruno Lavagnini, Alida Giardina, Maria Grazia Paolini e da Silvio stesso.
In adesione alle proteste della cerchia di Benedetto e di una larga parte di pubblico Antonio Collisani coraggiosamente accoglierà l’opera censurata e la presenterà al pubblico nella sua Galleria “La Persiana” di Palermo nella centrale via Libertà.
Nel 1975 in Liguria inaugura il Festival Internazionale di Teatro nelle Cinque Terre, per il quale crea la statuetta Dioniso (oggi collezione Eduardo De Filippo). Nello stesso anno insieme ad Alida Giardina fonda il Teatro Autonomo di Roma, da cui deriveranno allestimenti di note­vole successo, con le recensioni dei maggiori critici dell’epoca. Tra tanti: La donna spezzata (Teatro Comunale di Savona); Ecuba (Teatro Comunale diCarrara); La nave dei pazzi (Teatro Bibiena di Mantova, Duomo di Monreale, Palazzo deiConsoli di Gubbio); Lucrezia Borgia (Festival di Taormina); Santa Teresa d’Avila (FestivalLes Interieurs di Parigi); Tango della morte (L’AIhambra, Granada); La Visita (Festival di Fécamp e Castello di Ventimiglia di Castelbuono); Macbeth (Festival Memoires des Lycées di Parigi; Villa Medici di Roma); Marylin Monroe (Teatro in Trastevere di Roma).
Nel 1978 sempre a Palermo dà vita al Teatro del Vicolo utilizzando stanze diroccate, nel retro dell’Hotel Centrale, che si affacciano sul Vicolo Marotta. Parteciperanno ai suoi allestimenti, oltre a molti attori “storici” del Teatro Autonomo di Roma, Angelo Faja, Lina Barbona, Giovanni Sollima, Francesco La Licata, Aleria Alessi, Sara Patera, Filippo e Guido Arista, Maurizio Lansalacco, Andrea Calvaruso, Brunella Casolari, il “Diavolo”, Mariano La Cavera.
Al Teatro del Vicolo Benedetto ha allestito, fra tanti: Escurial (di Michel de Ghelderode),Viaggio nel paese dei Tarahumara (di Artaud), Il Signor X (di Michele Perriera). Gli anni ’80 vedono Silvio prevalentemente impegnato in opere pubbliche anche a Campobello di Licata: nel progetto e nella realizzazione di piazze (dove impone il suo personalissimo utilizzo della pietra) – con la collaborazione degli architetti Salvo Li Vecchi, Maria Macaluso e Diego Gulizia – di monumenti bronzei, nonché di una vasta opera murale (ricordiamo che Benedetto è stato più volte definito “l’ul­timo dei grandi muralisti“). A fianco all’attività siciliana, in Liguria la sua attività pubblica prende l’avvio nel 1978 con il murales Gesto antico, realizzato per la Cantina Sociale di Volastra (Cinque Terre, La Spezia), e prosegue negli anni successivi con il suo murales Vendemmiatori. Nell’ambito della sua intensa attività di muralista si ricordano alcune delle sue grandi opere all’aperto: la ” Valle delle Pietre dipinte” (110 massi policromi sul tema della Divina Commedia) e “Terra e Fuoco” (24 grandi pannelli ceramici sul tema dell’Illiade) entrambe a  Campobello di Licata, gli “Itinerari artistici nel Parco dell’Uomo” realizzati per il Parco Nazionale delle Cinque Terre, Patrimonio Mondiale dell’Umanità (Unesco) in provincia di La Spezia. Un’altra sua grande opera murales in Messico, “Progresso e Violenza”, viene minacciata dalla speculazione edilizia e Gabriel Garcia Marquez lancia un appello mondiale per salvarla. Nel novembre del 1993 l’attenzione sul lavoro artistico di Benedetto, già di affermata notorietà, assume una “nota mondana” a causa dell’inusitato scandalo suscitato dal suo dipintoMadonna, sole e bambini (oggi a Ravanusa nella Parrocchia Santa Maria di Fatima) poi intitolato dalla stampa e dalla TV nazionale ed internazionale, malgrado l’intenzione dell’autore, Madonna incinta. Nel corso di diversi anni illustra libri, costruisce pupazzi, disegna e realizza costumi teatrali. Inoltre curerà lezioni speciali, seminari e laboratori su: regia tetrale, teatro e antropologia, teatro e psicoanalisi, sceno­tecnica (Accademia d’Arte Drammatica delle Calabrie, Rete Bibliotecaria di Carrara, Comune di Gubbio, Teatro Pirandello di Agrigento, Università degli Studenti stranie­ri di Parigi, Accademia di Arte Drammatica di Varsavia).
Nel 1997 presso la Cappella Chiaramontana di Palermo Benedetto raccoglie diversi suoi studi sulla Divina Commedia in una mostra dal titolo lo non Enea, io non Paolo sono, presentata da Giovanni Bonanno. Realizza inoltre per la popolazione di Licata la scultura II frate di Pietrelcina e a Campobello diMazara (Trapani) il murales La Marcia degli angeli come denuncia con­tro la violenza ai bambini. Nel 1998 per il Teatro Sottosopra di Romasempre con Olga Macaluso, condividendone la regia e la scrittura, crea altre opere di Teatro negli Appartamenti: Le stanze di Faust,Prenotazione per l’Inferno e Faust opera ultima. In particolare “Le stanze di Faust” vale a Benedetto una segnalazione per il premio Ubu con la seguente motivazione: Silvio Benedetto, direttore del teatro negli appartamenti, per la singolarità dell’esperienza che regge all’usura del tempo”.

L´Assessorato ai Beni Culturali Ambientali e alla pubblica Istruzione della Regione Siciliana ha recentemente promosso l´iniziativa di allestire una grande Mostra Antologica dell´artista affidandone la realizzazione alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell´Università di Palermo e della quale Giorgio Di Genova è il curatore.

Per una biografia dettagliata si invita a consultare il sito http://www.silviobenedetto.com/

Silvio Benedicto Benedetto

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