Gabriele Panissidi

Gabriele Panissidi è nato a Messina il 17 luglio 1991 e vive a Gioiosa Marea, un paese della provincia di Messina. Diplomato al Liceo Linguistico “Sciascia Fermi” di Sant’Agata di Militello, attualmente frequenta il secondo anno del corso universitario di Lingue e Letterature Straniere nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Messina. Al centro dei suoi interessi l’amore per la letteratura, italiana e straniera, la passione per la poesia e per l’arte in tutte le sue manifestazioni. Un talento singolare, una “penna” matura nonostante la giovane età che gli consente di esprimersi in versi di straordinaria efficacia, di dipingere e scolpire i moti più profondi ed impercettibili dell’animo.

Gabriele, la tua è una di quelle passioni nate per caso in un giorno qualunque o è cresciuta e maturata con il passare del tempo?

La definirei una passione innata, manifestatasi negli ultimi anni del liceo. Cresciuta e maturata grazie all’interesse continuo verso le letterature europee e ad una fatale attrazione per l’arte.

Riusciresti a darci una definizione di ciò che la poesia rappresenta per te?

Vorrei citare uno dei più grandi poeti della storia, Federico García Lorca: “Ad ogni modo io, come uomo e come poeta, ho un gran mantello piviale, la cappa della «colpa è tua», che appendo sulle spalle di chiunque venga a chiedere spiegazioni a me, a me che non posso spiegare nulla, ma soltanto balbettare il fuoco che mi brucia…”

Ti ispiri a qualche scrittore in particolare oppure preferisci ricorrere unicamente alla tua fantasia poetica?

Nel momento della creazione la mia fantasia, come credo quella di chiunque altro, preclude qualsiasi volontario riferimento a scrittori e poeti. Ovviamente dopo aver letto autori come Baudelaire, Montale, Lorca, il verso può essere influenzato dalle loro opere, sarebbe quasi impossibile il contrario. Un altro poeta che mi affascina parecchio è Prévert.

C’è qualche luogo che stimola e scatena sensibilmente la tua vena?

Il liceo inizialmente, perchè è stato molto più di una scuola, grazie ad indimenticabili dialoghi con compagni e professori meravigliosi. Ogni mattinata passata lì poteva essere una nuova poesia, sempre migliore. Adesso più che dei luoghi, sono delle situazioni o delle persone a stimolare la mia fantasia.

Le tue poesie sembrano essere caratterizzate da un leggero velo di malinconia. Concordi o credi che possa essere soltanto un’impressione che trapela tra i versi?

Non è soltanto un’impressione, la malinconia è presente in diverse delle mie poesie ed il motivo è semplice: il dolore, più della gioia, riesce a scavare nei meandri più profondi dell’anima. Gli artisti riescono ad imprigionare la loro angoscia, la loro disperazione nelle opere, che siano poesie, o quadri, o canzoni, creando capolavori unici.

Potresti parafrasarci e commentarci velocemente la tua “Ho sognato il cielo blucobalto”?

“Ho sognato che il cielo, di un blu diverso, soffiasse il vento sul mio viso, come volesse rendermi partecipe di qualcosa. Ancora distante dal tramontare in un triste crepuscolo, sussurrava ad un orecchio addormentato, assopito dicendo che “vola via in un istante”. La luce continua dell’anima o soltanto la vita?”. La vita offre nuove consapevolezze, difficili da accettare e da capire. E il tempo è davvero poco.

Domanda personale (se vuoi evita di rispondere): Hai mai usato la tua arte per conquistare una donna?

Sarei bugiardo se negassi. Premessa: la mia non vuol essere una critica di superficialità alle donne che, anzi, sono da sempre state abituate alla superficialità da noi uomini. Eppure la maggioranza di esse si accontenta con poco e diventa inutile, quasi stucchevole essere veramente “poetici”.

Ci dicevi che stai lavorando ad una pubblicazione che molto probabilmente prenderà vita in primavera. Puoi anticiparci qualcosa?

Posso anticipare la tematica. La raccolta sarà composta da 60 poesie, suddivise in 4 sezioni, che tratteranno la tematica amorosa in tutte le sue manifestazioni.

Domanda di rito: Con o senza mecenate?

Se vivessi in un’altra epoca sarei favorevole ad un Mecenate, essere parte di un circolo letterario ed artistico che possa risaltare non solo i difetti, ma anche i valori collettivi di un Paese come il nostro. Oggi, purtroppo, i valori sono subordinati al guadagno e all’interesse personale. Posso dire però, con assoluta certezza, di essere favorevole al tuo sito, alla tua idea. Complimenti davvero.

I complimenti sono tutti nostri. Un nuovo artista unitosi al nostro non-circolo. In primavera la sua prima pubblicazione, non perdetelo di vista.

Ho sognato il cielo blucobalto
Ho sognato il cielo blucobalto,
soffiare il vento sul mio volto.
Lontano dall’imbrunire affranto
sussurava a un orecchio assorto.
Disse: “vola via in un folle salto”.
L’eterno lume o la vita soltanto?

L’aurora
Taciturna come un flebile auspicio
sorge l’aurora che non abbaglia,
sfuma d’arancio questo cielo pallido
e tratteggia un viottolo sulle onde.
Il sole è alto, si stringe tra le nuvole,
per vergogna o per amara solitudine.
Anche lui ha un treno da prendere,
anche lui non ha niente da perdere,
anche lui dovrà fermarsi e scendere.
Lassù, dalla sua finestra sul mondo,
quaggiù, da un finestrino appannato
il silenzio s’abbraccia all’infinito nulla.

Piove
La pioggia suona sull’asfalto,
come se scandisse i tuoi battiti.
Bagna lo spartito dei ricordi
e compone sulle tue labbra.
Il tuo pensiero goccia per goccia,
riscalda come un vecchio plaid.
L’odore della pioggia è l’equilibrio
che non sei, il freddo che non ho.