Inbred Knucklehead

di Chiara Maggio e Giulia Emanuele

Family Album è il secondo originale esperimento, pubblicato nel luglio 2013, degli Inbred Knucklehead: un nome che, pensandoci, potrebbe dire tutto. La loro soluzione musicale è un vortice di varietà difficilmente definibile: è macchiata da note ska/funk/metal/rock/surf/disco/reggae. Un mix che potrebbe destare stupore, ma che ha tutte le carte in regola per diventare esplosivo. E non potrebbe essere altrimenti, dato il singolare assortimento dei componenti della band: un italiano alla voce (Marco Vallini), un sud-californiano (Mike Botula), uno svedese alla chitarra (Kristian Mellergaard) e un italo-egiziano alla batteria (Dario Sacco). Decisamente da ascoltare, gli Inbred, a casa, in viaggio o in auto… La loro musica non stanca! E ancora, le aspettative non verranno deluse, qualora si assistesse ad un loro live. La loro energia e il loro entusiasmo impediscono di star fermi ad ascoltare: partecipare e divertirsi è inevitabile!

Già la prima traccia, “Remember when”, investe l’ascoltatore di un’incredibile carica, che spinge ad andare avanti e, sicuramente, a iniziare da capo. In “Viking thing” il ritmo si fa, apparentemente, più rilassato, per poi rivelarsi incalzante. “Circus” è il pezzo in cui si sentono dei toni forti e graffianti, insieme con “Transformer” e “Tekkno”. L’atmosfera si placa, invece, con il brano “Shadows on the sun”, dove la voce si fonde in modo armonico con le note. Insomma, nell’alternarsi di suoni e ritmi sempre nuovi, ogni traccia apre una prospettiva diversa, in grado di scuotere piacevolmente gli animi. Un’occasione imperdibile. Good luck, guys!

Inbred Knucklehead

Inbred Knucklehead