Amari

di Federica Casile

“… Anche questa notte voglio stare a casa…” non è stata una buona scusa.

Gli Amari oggi raccontano i Kilometri. Gli usuali oooh-oh-oh e coretti vari non mancano di certo (credo di aver imparato a canticchiare prima le seconde voci che quella principale). Più decisi e maturi i nostri bei friulani tornano dopo tanto a parlarci d’amore e di tempo (stra-consumato il singolo Il tempo più importante dal testo molto ricco, che ha anticipato l’album tre mesi fa), di sicurezza (Ti ci voleva la guerra brano in pieno stile Amari), di attese (in Aspettare, aspetterò apprezziamo l’accento da ballata alla De Andrè) e di futuro.
Prendono decisioni? Le hanno già prese? Pensano al domani? Rimangono comunque affezionati a casa (Africa simpatico ritratto della provincia e delle sue irrinunciabili abitudini). Tipicamente riflessivi, riescono, in termini di ritmo e insieme compatto di suoni, a tradurre i dubbi e i pensieri accartocciati, riuscendone a ricavare sempre frasi lunghe ma leggere che lasciano un po’ di sollievo al cuoricino.
Poi li ritroviamo responsabilmente emotivi (Il cuore oltre la siepe), poco dopo più stoici (La ballata del bicchiere mezzo vuoto); la consapevolezza si realizza in modi diversi (A questo punto miscuglio di passato e presente) e diventa più amaramente coraggiosa (Kilometri). Infine, ci parlano di “furto moderno” (Rubato): un ottimo spunto, saggio e ironico, per destreggiarsi in tempi di crisi.

Non manca proprio niente. Ascoltate, sorridete e muovete le spallucce.