Sincope

Se parliamo di fonetica la Sincope è la perdita di una lettera o di una sillaba all’interno di una parola. In musica è il nome dato ad un particolare ritmo prodotto dallo spostamento dell’accento ritmico della battuta. In medicina la S. è una improvvisa e transitoria perdita di coscienza. Cosa prendete e cosa buttate delle 3 precedenti definizioni?

Il nostro nome fa riferimento alla sincope come improvvisa e transitoria perdita di coscienza, anche se non alla definizione medica precisa. Almeno all’inizio il nome Sincope è nato con l’accezione molto vaga di un “malore particolare”, poi ci siamo laureati in medicina. Un nome è anche e sopratutto un “nome” e Sincope è più che altro un significante. Comunque prendiamo, in seconda battuta, anche il significato musicale. Della figura ritmica in particolare (molto in generale è lo spostamento di accento sul tempo debole) abbiamo una certa predilezione; non esageratamente a livello pratico e della sua applicazione, quanto per il suo “fascino”: la sincope ci piace. È un po’ assurdo perché è come dire “mi piace il 4/4”, oppure: “come mi affascina il Mib min.7”. Alla fonetica non avevamo pensato, quindi probabilmente sarebbe questa la definizione da buttare; anche se, delle definizioni di sincope, o meglio, del termine stesso teniamo l’astrattezza del termine stesso, della parola.

“Divisions” è il vostro ultimo lavoro, disponibile da maggio. Il vostro intento è stato quello di prendere le distanze da ciò che vi circonda (sin dal nome dell’album)?

Siamo completamente sommersi da ciò che ci circonda. Le divisioni sono quelle interiori e il riferimento è alla molteplicità di cui siamo fatti, di cui è fatta la psiche e alle divisioni che essa compie. Quindi divisione non come distacco ma come frazionamento. I brani del disco sono come dei frammenti, piccole parti che corrispondono o cercano di corrispondere o fare riferimento ad una o più frazioni interiori, scaturite da alcune dei miliardi di avvenimenti, cause e fini che si intersecano, si condizionano e compongono la nostra realtà e la nostra esperienza sia esterna che interna.

Le atmosfere ed i campionamenti che siete riusciti a realizzare mi hanno fatto pensare, sin dal primo ascolto, a Moby. Avete qualche particolare “Guru musicale”?

Non conosciamo quasi per niente la produzione di Moby, quindi non è proprio lui il nostro guru 😉 Ma comunque no, nessun guru in particolare.

Ascoltando i 7 brani dell’album, la voce femminile contenuta in “Night Buildings” ha catturato immediatamente la mia attenzione. È tratta da qualche pellicola cinematografica?

Sì, la voce femminile in Night Buildings e anche gli altri campionamenti in quel brano vengono da “La notte” di Michelangelo Antonioni; in altri due brani sono presenti campionamenti rispettivamente da “L’avventura” e “L’Eclisse”, che insieme a “La notte” compongono la cosiddetta “Trilogia dell’Incomunicabilità” di M. Antonioni. In effetti l’incomunicabilità, l’incapacità di comprendere e comprendersi, è un po’ il tema ricorrente dei brani di Divisions. Ma questa è stata più una considerazione a posteriori osservando e pensando ai brani dell’album che non una scelta pianificata o pienamente volontaria.

Divisions è stato prodotto dalla label britannica Somehow Recordings. Parlateci di questa produzione.

Circa un anno fa li abbiamo contattati perché avevamo scoperto alcune loro produzioni che ci erano davvero piaciute. Buttammo lì la proposta di una collaborazione di qualsiasi tipo e, visto che tra l’altro stavamo producendo i brani per il disco, gli facciamo ascoltare anche qualcosa, parlando loro del progetto e di Divisions. Ad inizio anno, dopo vari contatti, ci propongono la produzione del disco, decisi finalmente a fare per Somehow davvero un “different move” (usando le loro parole), visto che la nostra musica si discosta un po’ dalle produzioni “classiche” dell’etichetta.

Siamo testimoni di una scena musicale caratterizzata dalla nascita di numerose band indirizzate verso l’elettronica e l’ambient. A vostro avviso, quali sono i tratti esclusivi e originali dei Sincope?

È vero. Da un paio d’anni c’è questa piccola ondata, con relativa visibilità e popolarità indie, anche italiana, che consiste sia nella creazione di progetti di elettronica ma soprattutto di progetti indie virati in quantità più o meno massicce all’elettronica e all’ambient. Per conto nostro, possiamo dire che non ci siamo mai detti come suonare o non abbiamo mai scelto come e che tipo di musica o genere suonare/comporre; molto semplicemente il progetto Sincope si è sviluppato e ha preso quella direzione da solo e pian piano, senza pianificazione o progetto prestabilito. La nostra musica è semplicemente quella che viene e sentiamo di fare. Poi ovviamente si cerca di lavorare per ottenere un risultato che non solo soddisfi noi stessi, ma che soddisfi sé stesso, cioè che sia coerente con la musica stessa e con alcune nostre idee e sensazioni. Volendo proprio vederne qualche caratteristica che si avvicina, non tanto all’esclusività ma alla distinzione, possiamo dire l’importanza ed il ruolo delle liriche con il loro uso in un ambiente sonoro dalla dimensione piuttosto onirica.

Dove e quando potremo sentirvi live?

Ad Aprile abbiamo finito un minitour di qualche mese, girando un po’ per l’Italia, vista l’uscita del nostro primo EP ad inizio anno. Adesso stiamo progettando e organizzando un liveset un po’ nuovo e verosimilmente inizieremo a risuonare un po’ in giro, proponendolo, a partire da Settembre.

Domanda di rito: con o senza mecenate?

Con! Ci serve un mecenate. Almeno per ora non sarebbe male, anche piccolo.