Salomé Lego Playset

La formazione della vostra band ha subito numerose trasformazioni durante il corso degli anni, anche perché l’anno di fondazione è targato 2001. Vogliamo iniziare a conoscervi partendo dal vostro nome: “Salomé Lego Playset”. Solo voi potete spiegarci…

Il nome non significa nulla, rientra nella scelta di nonsense che animava i Salomé nei suoi primi anni di vita. Iniziammo ai tempi delle scuole superiori in clima di provocazione. La musica che facevamo era brutta e sconclusionata, aggressiva e sporca.

Undici anni di impegno musicale hanno dato alla luce ben 8 dischi più 2 live recordings. Quali sono i fili conduttori presenti in questo decennio (+) musicale?

Gli ascolti, che sono cambiati e cambiano tutt’ora. Allo stesso modo i sentimenti, e le persone che fanno parte del gruppo. Il filo è principalmente quello che ci va di fare.

Sotto la voce “genere” abbiamo trovato: Minimalista / Musica acusmatica / per nastro / Sperimentale ma andando dietro nel tempo abbiamo scoperto che la vostra direzione musicale propendeva più per il punk. Qual è stata la causa di questa trasformazione?

Una naturale evoluzione personale ed esistenziale. I generi non significano molto, l’unico filo conduttore sono state le nostre vicende personali che ci hanno portato all’espressione di istanze diverse, quindi attraverso una manipolazione di suoni diversa.

Gli ultimi mesi del 2011 hanno portato “So Much Was Lost In The Process Of Becoming”, ultimo vostro progetto musicale. Cos’è che è andato perso secondo voi? E cosa bisogna ritrovare?

È andata persa l’infanzia e la sua falsa felicità. Personalmente, il dolce mentire dei ricordi, che da un giorno all’altro si rivelano per quello che sono.

L’album è ricco e straripante di suoni e tra gli strumenti viene esaltata la presenza del sax. Non passa inosservata l’ultima traccia “Dolce Mattatoio” in cui chi ascolta assiste ad un vero e proprio sequestro di anima e timpani. C’è qualcosa, in particolare, che volevate esaltare con questi 20 minuti di folle e geniale composizione?

Dolce Mattatoio è un omaggio al regista Alberto Cavallone, il cui omonimo film è conosciuto anche come Spell o L’uomo, la donna e la bestia, un misconosciuto capolavoro così come tutta la sua opera. La traccia è frutto della commistione delle diverse anime dei Salomé, quella più compositiva e quella improvvisativa.

Salomé Lego Playset, non solo musica finalizzata a sé, ma una serie di iniziative e collaborazioni sfociate in musiche per cortometraggi, reading di poesie, spettacoli di danza moderna. Questi progetti paralleli il più delle volte si sono concretizzati all’estero. Credete che la nostra terra stia attraversando un momento di stallo culturale?

In realtà l’estero l’abbiamo visto meno di quanto possa sembrare. È troppo semplice parlare di stallo culturale per l’Italia. Anime in movimento ce ne sono tante, e allo stesso modo di iniziative. Rimane che suonare è difficile, anche se non posso fare confronti col passato. È difficile proporre suoni “altri”, ma probabilmente lo è sempre stato. È l’immagine a far da maggiore. La musica è fruita su Youtube, avere un video figo è necessario, contano le visualizzazioni più che gli ascolti. È importante esser piacevoli e piacenti. Si fa musica da aperitivo, in cui mantenere una coscienza sociale attraverso testi di pseudo protesta e populismo giovanilistico. L’ascolto è secondario, contano più le parole, perlopiù vuote. Proporre musica strumentale, spesso con un bpm basso, non è la scelta più popolare.

Da qualche anno Nicola ed Elia, due componenti della band, hanno fondato la “Spettro Records”. Il sottotitolo recita “a label for experimental music”. Volete suggerirci qualche progetto interessante?

Non possiamo che considerare tutte le opere presenti su Spettro come interessanti. Ultimamente abbiamo pubblicato un cdr di Billy Torello, musicista italiano ma americano nel suono, con un omaggio a John Fahey. Poi ci saranno altre uscite in futuro, come la giapponese Maria Jikuu, il nuovo ep dei Cervo, il nuovo degli americani Chairs… Come Spettro cerchiamo di andare nella direzione opposta di quello che oggi è musica. Opere gratuite, dalla fruizione libera, aperta a tutti, senza limiti di genere o popolarità. Arrivare a Spettro non è facile, così come a tutte le netlabel che fanno un lavoro straordinario di ricerca e diffusione. Ciò significa anche l’anonimato, non essendoci agenzie di booking o uffici stampa dietro, e ci dispiace non poter diffondere di più tutte le opere straordinarie presenti su Spettro. Ma le opere sono lì, disponibili a tutti, e libere, e la speranza è che sia la volontà di ascolto e la curiosità a portare alla scoperta.

Domanda di rito: con o senza mecenate?

Senza. Il mecenate è il gusto comune, il gusto indie. Indie come lo vediamo adesso è foto, video, simpatia, parlare delle solite cose che ti basta guardarti attorno per vivere, senza bisogno di una voce fastidiosa che ti dica come è brutto e difficile essere. La gente vuole bere lo spritz e cantare in coro al concerto ed accoppiarsi sotto le note del proprio cantautore preferito. L’unico mecenate devi esser tu stesso.

Preparate lo spritz perché questo è il link per ascoltare TUTTO il disco: http://salomelegoplayset.bandcamp.com/