Salmo da record

… di Giulia Emanuele

 

EXPLICIT: è questa l’etichetta che si legge accanto al titolo dell’ultimo pezzo di Salmo, Perdonami. Un Salmo da record, che in sole 24 ore raggiunge 495.971 stream, un risultato mai visto su Spotify.Il rapper, con fare dissacrante, stupisce e convince ancora una volta il suo pubblico, abituato ormai ai suoi continui mutamenti. Ma Salmo è così, sempre diverso, ma puntualmente fedele al suo sfacciato modo di raccontare la vita. Un artista eclettico come pochi, che sicuramente non le manda a dire: “Io non posso andare in tele, perchè se ci vado poi mi parte la bestemmia.”. Non esattamente un democristiano. 

Maurizio Pisciottu (questo è il suo vero nome) riesce ad essere mainstream con contenuti poco mainstream.

Cresciuto in Sardegna, entra ufficialmente nella scena musicale italiana giovanissimo, appena quattordicenne. Nel 2011, la svolta. Viene pubblicato il suo primo album da solista, The Island Chainshaw Massacre per la Kick Off! Recordz. Album che lo consacra assoluto innovatore di un genere che appariva, e tuttora appare, rivolto più alla forma che alla sostanza. Un miscuglio sorprendente di generi diversi che funziona alla perfezione. Si va dal metal all’hip hop, alla drumm and base. Salmo è un grande sperimentatore e di esperienze pregresse (con gli Skasico, una su tutte) non gli mancano di certo.

Perdonami è il secondo capitolo, iniziato con Estate dimmerda lo scorso luglio, di un progetto, ancora senza titolo, che vedrà la luce nel 2018. Il brano è una sfida. Una sfida a chi non ha il coraggio di essere se stesso, a chi si svende al primo mecenate di turno. Una presa di posizione contro tutte quelle nuove tendenze del mondo rap che strizzano l’occhio all’America, alla trap, ai social, dimenticandosi del vero flow anni 90 che ha reso grandi personalità come Piotta, Sangue Misto, Lou X. Stiamo parlando di una golden age che, per quanto possa provarci Salmo, ormai sembra tristemente superata. Però, mai dire mai.