Nicolò Carnesi

Autore di canzoni dai testi acuti, sottili e cinici che viaggiano su sonorità elettroacustiche influenzate dalla tradizione italiana e dal british pop degli anni ’80, Nicolò Carnesi ha confezionato un album: “Gli eroi non escono il sabato” (Malintenti Dischi/Disastro Records – distribuito da Edel), dalle molte sfaccettature, proponendosi ora come cantautore nella tradizione nazionale, ora come funambolico creatore di brani di blues elettronico, ora come autore lirico e contemporaneo. Carnesi dà voce al proprio eclettismo, quello che potrebbe diventare un vero e proprio marchio di fabbrica.

Dagli esordi alla tua ultima fatica discografica. Nicolò, puoi illustrarci le tappe fondamentali del tuo percorso artistico?

Sono cresciuto a pane e musica, ancestralmente attratto dal ritmo e avendo come giocattoli prevalentemente strumenti musicali. A 14 anni, la prima batteria “vera”, qualche anno dopo la stesura del primo testo e il cambiamento di registro: mettevo un po’ da parte i fumetti (che disegnavo da anni) per provare a raccontare ed esprimermi con un altro linguaggio. Da lì il cammino è stato quello usuale, band, esibizione nei locali della zona, qualche partecipazione a festival, un disco in autoproduzione… poi un nuovo progetto da solista in cui ha creduto l’etichetta siciliana Malintenti Dischi, sul quale ho lavorato negli ultimi due anni e che ha portato all’uscita de “Gli eroi non escono il sabato”.

Quali sono a tuo avviso, i pro e i contro, dell’essere un’artista in Sicilia?

I pro sono che la Sicilia è una terra antica, ricca di storia, di bellezze, piena d’ispirazione e di tanti talenti che spesso sono diventati amicizie. C’è stata sempre voglia di andare avanti e migliorarmi. Di contro c’è una certa penuria di locali che facciano suonare, la posizione geografica è decentrata e muoversi per i concerti è faticoso e dispendioso.

Impossibile non citare il tuo nuovo disco, “Gli eroi non escono il sabato”. Volevamo chiederti: ma se gli eroi non escono il sabato in realtà dove stanno? Cosa fanno?

Non c’è una ricetta per tratteggiare un eroe… a ma piaceva pensare che anche una cosa apparentemente banale come non uscire il sabato sera, potesse, in qualche modo, essere visto come un atto di eroismo. E se gli eroi decidono di non uscire, semplicemente li immagino a casa, tranquilli e rilassati davanti un bel libro o un film, una tazza di caffè e tanta, tanta curiosità.

Su www.dlso.it hai raccontato il tuo album traccia dopo traccia. Ci ha molto colpiti la (tua) parafrasi di “Forma mentis”. Chi sono, per te, gli eroi moderni e senza super poteri?

Sono le persone comuni, che soffrono, gioiscono e devono combattere senza l’ausilio di superpoteri, quelli che incontri per strada, magari cogliendoli in un momento particolare di vita e che restano congelati nella tua mente in un gesto, un’espressione, un movimento. Devi per forza raccontarli per farli tornare a vivere. Ma i miei eroi sono, anche e soprattutto, quelli che si oppongono alla massificazione e non si sottomettono alle leggi dell’apparenza e dell’apparire, insomma quelli che riescono ad essere e restare individui.

Il disco si apre con “Il colpo”, tuo primo singolo che ha riscosso un notevole successo. Il video è ricco di colori molto forti che a nostro avviso sembrano voler creare un velato contrasto con il tuo stile sobrio ed essenziale. La nostra impressione è fondata?

Sì, è un’impressione fondata, l’idea è nata dai registi del video, Manuela di Pisa, Igor Scalisi Palminteri. Aggiungerei anche che è intrinsecamente correlato con il doppio volto del brano che affianca una musica allegra ad un testo, tutto sommato, “triste”.

C’è un brano al quale sei particolarmente legato?

“Penelope, spara!” è uno dei pezzi cui mi sento più intimamente legato.

L’etichetta “Malintenti”, produttrice del tuo disco, accoglie al suo interno diversi artisti, alcuni dei quali hanno partecipato al tuo progetto discografico. Oltre alla passione per la musica cosa vi accomuna?

Con qualcuno c’è l’ottima base dell’amicizia, in generale perché si possa collaborare, bisogna ci sia una comune “weltanschauung”, un modo di vedere e sentire non troppo dissimile o, comunque, la reciproca voglia di confrontarsi, sostenersi e condividere esperienze.

Dal 4 febbraio sarai impegnato con il tuo tour, più di 20 date in giro per tutta l’Italia. Prima tappa in terra sicula il 9 Marzo (Candelai, Palermo). Puoi anticiparci già se ci saranno altre date in Sicilia?

Sì, ci saranno, sia a Marzo che a Maggio con giorni ancora da stabilire.

Domanda di rito. Con o senza mecenate?

Senzaltro” mecenate 😉

Ringraziamo Nicolò per la sua grande disponibilità.

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