Near The Blockhouse

Domanda parecchio inflazionata, ma vogliamo partire ugualmente dal nome della vostra band. Near The Blockhouse sta per… ?

È la traduzione in inglese dal dialetto catanese di codesta frase: “Arreri u Futtinu”. Tradotta a sua volta in lingua italiana sarebbe: “Vicino al Fortino”. Vi spiego meglio: la sala prove dove abbiamo composto e registrato il nostro EP omonimo si trova a due passi dal cosiddetto “Fortino” di Catania (Porta Ferdinandea – antica porta della città). E così seduti davanti ad una birra rigorosamente a basso costo, venne naturale dare questo nome al progetto musicale, “Near The Blockhouse”.

Ognuno di voi ha alle spalle diverse esperienze in altre formazioni. La vostra band, come e quando si è formata?

I Near The Blockhouse nascono alla fine dell’estate del 2011 a Catania. Rosario Vecchio (Batteria) e Antonio La Rocca (Chitarra – Synth), che da tempo suonavano insieme in altri piccoli progetti, un giorno decidono di invitare per una suonata tra amici Emanuele Venezia (Chitarra), già Diane and the shell e Trioclit. Così ha inizio la storia di questi tre simpatici precari che, tra un contratto a progetto, un piccolo lavoretto sottopagato e tempeste frequenti di disoccupazione (in Sicilia la situazione è particolarmente drammatica), si ritrovano la sera in sala prove con il puro e unico intento di divertirsi a fare musica. L’incontro è così tanto proficuo che a Febbraio del 2012 si decide di registrare in presa diretta l’EP Near the blockhouse. Da quel momento abbiamo avuto la fortuna di riuscire a portare in giro la nostra musica.

Due chitarre, un synth ed un batteria bastano a scatenare tutto il vostro impeto rock?

La risposta è decisamente sì ma è una considerazione che passerei direttamente a chi ha scaricato il nostro EP dal sito della Doremillaro SBrecs o a chi ci ha seguito dal vivo in questi mesi. Tanti progetti artistici nella storia della musica pur essendo “solo” un duo (vedi gli Hella o i Giraffes Giraffes), riescono a scatenare martellanti ondate di rock ‘n’roll, groove, potenza ritmica e sonora: è l’anima stessa del pezzo che riesce a trasmettere all’ascoltatore l’impeto rock.

A proposito: il sottotitolo al vostro ultimo disco recita “post- rock”. Prendete l’accezione base o volete aggiungere/aggiungerci qualcos’altro?

Post Rock – Math Rock – Noise – Alternative: miscelate bene queste categorie musicali e uscirà fuori il nostro sound. Sono i generi che abbiamo sempre ascoltato e ciò si riflette nella concezione naturale dei pezzi che abbia creato. Le band principali che girano spesso nelle nostre rispettive playlist sono i Mogwai, Don Caballero, Shellac, Liars, Diane and the shell, The Redneck Manifesto tanto per citarne alcune.

Tanta armonia tra i vostri strumenti ed un sound limpido e diretto. Non avete mai preso in considerazione l’idea di aggiungere una voce?

Il progetto è nato volutamente strumentale anche se nella fase embrionale della band è capitato spesso di pensare ad una voce. Infatti non è un caso che abbiamo collaborato ufficiosamente in modo del tutto sperimentale con due rapper, sia in sala che in una delle tappe dei nostri live. In generale ci siamo resi conto che i nostri meccanismi sono perfettamente oleati e funzionanti con l’attuale struttura. Ci troviamo bene così e ci sentiamo completi come band ma non disdegnamo assolutamente eventuali collaborazioni artistiche di qualsiasi tipo. Anzi, la sperimentazione musicale ci piace parecchio.

La scelta di registrare in presa diretta, per un gruppo rock (praticamente strumentale), non è stata una scelta un po’ troppo rischiosa?

È stata una scelta voluta e la rifaremo anche in futuro. La registrazione in presa diretta siamo convinti che funziona meglio perchè riesce ad esser più vicina al groove dei live, risultato che non ci sarebbe ricomponendo insieme tutte le parti separate in un secondo momento. C’è anche da dire che abbiamo una certa intesa che è basata su segnali particolari o visivi, abbiamo un approccio di Gruppo a tutti gli effetti.

Per la diffusione del vostro ep avete scelto esclusivamente il canale digitale. Per il futuro prevedete l’utilizzo di ulteriori canali?

Pensiamo che il canale digitale sia il futuro e in parte già il presente. Con due click di mouse riusciamo a far circolare le nostre idee musicali su tutto il pianeta con pochi sforzi. Abbiamo avuto la fortuna che l’etichetta indipendente catanese “Doremillaro SBrecs” si sia interessata al nostro progetto e stia dando molta visibilità al nostro EP omonimo, fornendo anche il download sul proprio sito web. Per adesso siamo soddisfatti così, per il futuro ci organizzeremo e si deciderà insieme alla nostra etichetta.

Ultima domanda: con o senza mecenate?

Il Mecenate dei Near The Blockhouse, sono i Near The Blockhouse stessi!

Grazie mille ragazzi. A presto!