Melampus

Melampus. Nome divino. Come e dove è nato il vostro progetto musicale?

Il nome ci è arrivato dalle pagine di un libro. Quando abbiamo letto di quest’uomo dal piede nero e dalle capacità divinatorie abbiamo pensato fosse una figura molto affascinante. Per questo l’abbiamo scelta. Il duo ha preso forma nel settembre 2011 a Bologna, in una sala prove in cui abbiamo iniziato a suonare con basso e batteria, per poi sostituire al primo la chitarra e iniziare ad arrangiare i brani che di lì a poche settimane abbiamo registrato e suonato dal vivo nei nostri primi concerti.

Il primo ascolto di “Ode Road”, frettoloso e distratto, mi ha fatto pensare immediatamente alla voce di Dolores O’Riordan e in alcuni tratti ai Lacuna Coil. Al bando le sensazioni. Chi vi ispira?

Le due voci femminili che hai citato non fanno parte dei nostri ascolti… F: Se dovessimo parlare di ispirazione, dal punto di vista vocale posso dirmi una grande amante di varie importanti voci, soprattutto del passato, tra cui Siouxie e Marianne Faithfull. Tra le autrici contemporanee menziono spesso Shannon Wright; la trovo magnifica. A: I nostri ascolti in generale sono vari e spaziano tra i generi, passando da Lee Hazlewood ai Gun Club, da Bill Callahan agli Om.

Tra tutte le inclinazioni, io direi soprattutto dark rock e rock psichedelico, anche se nella maggior parte dei casi catalogare è un processo vano quanto relativo. Tuttavia questi generi, sembrano non appetire molto il nostro “mercato musicale”. Quali sono le vostre sensazioni?

Di recente abbiamo deciso di farci meno domande possibili riguardo il mercato e il gusto che accomuna gran parte del pubblico italiano. Scegliere di fare musica in un ambito indipendente significa farsi guidare dal proprio istinto valutando che ciò che proponiamo potrebbe non piacere a tutti. Non abbiamo mai avuto il desiderio di compiacere più gente possibile.

I vostri suoni sono potenti ed articolati e lasciano immediatamente profondi solchi ai timpani. Quant’è difficile mantenere questa intensità (in due)?

Al momento per noi è naturale ottenere questo tipo di suono; nell’anno appena trascorso abbiamo lavorato molto in questa direzione, sperimentando assieme e provando varie soluzioni che ci hanno portato alle sonorità del disco.

Nel vostro immediato futuro meditate sulla possibilità di ampliare il duo?

Vorremmo rimanere in due. E’ un argomento sul quale ci siamo confrontati e sia dal punto di vista organizzativo che per quanto riguarda la composizione ed esecuzione dei brani dal vivo, l’equilibrio che si è creato ad oggi funziona a dovere e ci appaga.

Il vostro ultimo disco Ode Road sta raccogliendo, proprio in questi giorni, grandissimi consensi. Avete già previsto delle date live?

Stiamo partendo con una serie di date italiane che ci impegneranno nei prossimi mesi. Abbiamo intenzione di suonare il più possibile in diverse città. Ci stiamo muovendo per organizzare qualche live in Europa nella prossima primavera.

Melampus ed il cinema. Recentamente avete “prestato” 4 vostre tracce a Cosimo Terlizzi per il suo “Uomo doppio”. Se poteste scegliere un film del passato da musicare che nome ci fareste?

Questa è una bella domanda. A: L’angelo sterminatore di Bunuel. F: Mean Streets di Scorsese.

L’anno scorso avete autoprodotto un mini ep, chi meglio di voi può risponderci: con o senza mecenate?

Mecenate ubriaco e botte piena. Oppure senza mecenate.

“Ode Road” Streaming: http://www.rockit.it/melampus/album/ode-road/20571