MaDeDoPo

Il vostro incontro avviene nelle corsie di un ospedale, dove accanto ai dolori, è questo il caso di dirlo, iniziate a condividere anche le gioie. La cura, da voi prescelta, sembra essere la ricerca del piacere, che emerge con forza nei vostri testi. Potreste spiegarci in che termini?

La ricerca del piacere è una piccola ricerca della ricerca. La perfezione ovviamente non esiste, non è un punto fisso. La perfezione è appunto nella sua stessa ricerca. Se io cerco cerco cerco, sono perfetto. Il fine del sogno non è ovviamente la sua realizzazione ma lo stesso sognare. Si deve sempre avere un sogno. La ricerca del proprio piacere è un continuo girare, perchè noi non siamo mai UNO, siamo una continua contraddizione. Un’addizione di contrari.

Allan Poe e Baudelaire sono definiti poeti maledetti, coloro che rigettavano i valori della società, ponendosi in contraddizione con essa. Vi definite anche voi così?

In un’epoca dove pare che sia una moda di tipo “alternativo” considerarsi maledetti, bevitori, sfortunati e repressi. In un’epoca di abiti neri, noi ci definiamo poeti BENEDETTI, perchè abbiamo la fortuna di poter essere noi stessi, di NON interpretare nessuna parte, e di pensare e parlare con la nostra testa, per quanto sia difficile. Noi facciamo l’immane sforzo di sorridere, la cosa più rivoluzionaria di tutte. E quando t’incazzi e ti metti a urlare col sorriso sulla bocca, quasi fosse un gioco, e infondo lo è, nessuno ci capisce più niente, LORO hanno tanta paura della gente che sorride.

La vostra è una visione disfattista e ciò lo si evince chiaramente da alcuni pezzi, come Irreversibile e Nei Palazzi. Che cosa distruggereste e cosa, invece, salvereste della nuova leva musicale?

Si dovrebbe distruggere la struttura delle idee. Nella musica quanto in altri campi. Buttare a terra i palazzi e le barricate ha un effetto poco durevole. Si deve lavorare a fondo sui sentimenti, sulle idee, sulle parole, sulle emozioni. La nuova leva musicale si arrabbia per gioco e poi gioca per arrabbiarsi. Invece il gioco è una cosa seria, la cosa più seria di tutte. Mentre la rabbia è tutt’altra cosa.

Religione e Porno si fondono spesso nella vostra discografia. E’ un parallelismo puramente utopico /musicale ?

Il porno dovrebbe essere la religione di tutti. Il porno inteso come ciò che è e non come ciò che dovrebbe essere. Nel bene e nel male il porno è la verità, mentre la politica e la religione sono bugiarde, sono ciò che deve essere. Si nascondono. Che poi dagli albori dei tempi il “porno” e la religiosità hanno sempre camminato di pari passo. Poi sono arrivati quelli che hanno capito che per governare bene c’è bisogno di un popolo triste, e allora è finito tutto.

“I gabbiani volano sul mare e i gabbiani volano sulle discariche, amore. Questa è la vita…” ?

Non può essere tutto perfetto, ma se ci provi almeno elimini qualche difetto.

I Management sono un gruppo fuori dagli schemi, eccentrici e non convenzionali. Cosa vi avrebbe spinto a partecipare ad uno dei programmi più conservatori della musica italiana? Cercavate semplicemente visibilità?

Dimostrare che le cose pure restano pure in ogni contesto. Dimostrare che il Management sarebbe rimasto il Management, al cento per cento, a tutti i costi. Mangiare tutti i fiori e poi sputarli addosso agli incravattati delle prime file. Scardinare tutti gli equilibri. Andare dove nessuno ci apprezza, è un ‘emozione che ci aggrada sempre un po’.

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro prossimo disco?

Non lo sappiamo. Per stupire voi dobbiamo innanzitutto stupire noi stessi. Quindi è d’obbligo da parte nostra, saperne meno di quanto ne sapete voi.

La vostra etichetta discografica MarteLabel ha vinto recentemente il premio PIMI 2012 come migliore etichetta discografica indipendente. Quanto conta avere un mecenate?

Non sappiamo cosa significa avere un mecenate. Ma sappiamo quanto sia importante avere delle persone che credono in te, che ti permettono di fare quello che ti piace, ovvero scrivere e suonare, senza pensare ad altro. Noi sappiamo solo fare quello che ci piace. Suonare e chiacchierare.

Grazie e speriamo di rivedervi presto in Sicilia.

Grazie a voi , ci vedremo quando tornerà il bel tempo.