Etnia Supersantos

Gli Etnia Supersantos (voce e chitarra: Bruno Damiani, fisarmonica e tastiere: Gigio, basso: Andrea Guerrini, batteria: Francesco Quero, sax e mandolino: Gianluca Sia, cori: Liù Fornara) sono originari di San Severo (Foggia) ma vivono a Bologna. La scelta di “migrare” è stata quella più tipica dovuta alle scelte post-liceali?

Non ho avuto la fortuna di fare il liceo perchè i miei genitori hanno ritenuto giusto non farmi proseguire negli studi. Visto il mio scarso rendimento scolastico, per premio mi hanno mandato a fare il muratore. Ma io da sempre ho un sogno nel cassetto. Suonare la batteria in una rock band. Per il momento sono riuscito a propormi come cantante ma è evidente che nutro oscuri interessi personali. Inoltre sono l’unico della band ad essere Sanseverese di produzione ed esportazione. Gli altri componenti della band fingono di esserlo per ovvie strategie di marketing. Comunque sto in tutti i modi battendomi per fargli avere almeno le chiavi della città. Generalmente a San Severo le danno, ma non le chiavi.

…il nome? Vi prego, ditemi che c’entra qualcosa con lo storico pallone arancione che si poteva comprare al tabacchino.

È proprio lui in tutta la sua rotondità e dinamicità anni ’70! Il Supersantos è il simbolo della componente ludica che caratterizza la nostra musica. Le canzoni convergono verso il centrocampo, sono prese ripetutamente a calci, coinvolte in azioni rocambolesche in direzione della porta, si tira e si resta a guardare se il Supersantos prende il palo o fa goal. Se fa goal stiamo 1 a 0 per noi. Palla al centro.

Quando avete iniziato a suonare? Raccontateci anche della vostra formazione attuale.

Abbiamo iniziato a suonare nell’istante in cui abbiamo imbracciato/abbracciato gli strumenti. Suoniamo assieme dal 2009. La formazione che abbiamo mandato in campo per questo disco è la seguente:

  • Bruno Damiani: libero cantante 3/4 artista.
  • Gigio Greco supersantos: allenatore pianista della situazione.
  • Andrea Guerrini: basso profilo smarcante.
  • Francesco detto “Ciccio” Quero: ex-portiere professionista con la passione per la batteria.
  • Federico Ferrari: ha cambiato sport ed ha scelto di gareggiare nei Formula 3 come sostituto di Alberto Radius.

La vostra musica e i vostri testi sembrano un piatto agrodolce accompagnato da pane caldo e profumato. Dal rock ‘n’ roll in stile Bennato al molleggio reggae: le narrazioni si adagiano ironiche, esasperando i prototipi, rendendoli anche un po’ disperati. Il fine è quello di esorcizzare l’amarezza e la difficoltà di questi tempi?

La società che ci circonda ci diverte e ci preoccupa per diversi motivi. Osservare la vita degli altri e confrontarla con la propria è un’ottima fonte di ispirazione. Trasmettere certe emozioni è sempre complesso. Cerchiamo sempre di evitare i patetismi esasperandoli il più possibile, calcando la mano e gli strumenti sul “piatto agrodolce e il pane caldo e profumato”. Un’ottima metafora delle dinamiche sessuali che sono alla base dell’arte e della società.

“E se un giorno ti chiederai di me / Mi troverai al fiume a pescare allodole / Quando quel giorno capitera i/ Da queste parti ti insegnerò / A legger le mani ballando il rock and roll”. (“Abbandonati da Dio e dagli uomini”) Siete sempre carichissimi e speranzosi… come fate? Di cosa vi nutrite?

Di Pappa Reale. Un cucchiano raso tutte le mattine con lo stomaco a digiuno. Da provare assolutamente!!! Quella canzone è un nostro tentativo di scrivere uno swing di stampo ecclesiastico con derivazioni mistiche. Un’ipotesi d’incontro tra un agnostico e Dio. Il concreto e il soprannaturale. Un gioco surreale con una scelta di arrangiamento dai toni disperati. È stato divertente realizzarla.

Che progetti avete per il futuro? Più registrazioni o più concerti?

Per il momento stiamo girando con “L’abominevole uomo delle fogne tour”. Il disco è appena uscito e la promozione richiede molto tempo e dedizione. Le idee per nuove canzoni ci sono ma fare concerti è la priorità.

Nel 2009 con MArtelive avete vinto il premio di booking messo in palio dall’etichetta indipendente “La fabbrica”: cosa è cambiato per voi, per i vostri sogni e aspettative?

Il nuovo disco è promosso con il sostegno di Puglia sounds e curato da Libellula Music, il nostro ufficio stampa e booking. La produzione vede il nostro guru Paolo Iafelice (Adesiva Discografica) e compaiono come ospiti Gianluigi Carlone (Banda Osiris), Gianni Masci (Jolaurlo), Roberto Solimando (Musici), Gaetano Santoro (Roy Paci & Aretuska), Francesco Giorgi (Trio Radio Marelli). Raffaele Montillo ha curato la fotografia, mentre Domenico Capogna e il fumettista Squaz hanno realizzato la grafica. Tutti artisti che hanno saputo cogliere lo spirito cialtrone e naif del nostro modo di fare canzoni. Tutto e tutti al di là delle nostre più rosee aspettative ed oniriche ambizioni. Con gli amici della Fabbrica si continua a crescere assieme, a collaborare e bere birra al Pratello.

Ringraziandovi per la disponibilità e per il ritmo, un’ultima domanda: con o senza mecenate?

Con la buona volontà. Rendiamo grazie a te. Andiamo in pace. Selezionare eventuale altro prodotto o ritirare il resto, grazie e arrivederci!

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