Davide Shorty

Ciao Davide, non ti chiederemo come è stato partecipare ad Xfactor ma come sta andando il tuo nuovo singolo.

Ciao a voi! Il mio singolo credo stia andando bene. Lo sento passare in radio ed é stato tra le prime posizioni delle classifiche italiane per qualche settimana. Da quel punto di vista suppongo voglia dire che stia andando bene, ma molto onestamente non penso tanto a questo aspetto della faccenda. Sono felicissimo della canzone e spero di aver trasmesso e di continuare a trasmettere la passione che c’é dietro. Potrei quasi dire che “My Soul Trigger” é il mio primo pezzo pop… ma non mi piace etichettare la musica. Sono contentissimo che stia girando!

Come sono cambiati i Retrospective for Love dal giorno in cui si sono formati?

Bella domanda! Siamo praticamente cresciuti insieme negli ultimi 3 anni, e non solo, con alcuni di loro abbiamo un’ amicizia decennale. Abbiamo suonato tanto, dai peggiori ai migliori club Londinesi ed inglesi, siamo arrivati ad aprire i concerti di Bilal (pioniere del neo soul) e Jordan Rakei (artista emergente Neo Zelandese), inoltre abbiamo suonato al Soundwave in Croazia, un festival in una location da sogno! Abbiamo fatto tante esperienze, mettere d’accordo 7 teste non é facile, ma abbiamo inquadrato ogni giorno di più la nostra direzione musicale. Ognuno di noi ha sempre avuto lo spazio per esprimersi al meglio, sia nella composizione dei brani che nei concerti. Ci stimiamo tanto umanamente ed artisticamente, ed il fatto di avere delle componenti internazionali nella band ha giocato un gran ruolo. Lo scambio culturale é alla base del messaggio che vogliamo portare.

La tua esperienza londinese ti ha permesso di conoscere il mercato musicale estero. In cosa si differenzia da quello italiano?

Sono convinto che il mercato estero abbia molta più varietà e ricerca. Prima di tutto in Inghilterra c’é molta più educazione musicale nelle scuole, e questo fa tanto. Chi ha veramente successo non é soltanto chi fa musica semplice “che segue le regole del business”(ritornelli orecchiabili, testi semplicissimi, talvolta quasi banali, e suoni alla moda), ma soprattutto viene premiato chi sperimenta, e ricerca per creare cultura. Con ciò non voglio dire che in Italia non ci siano realtà che meritano, anzi, ci sono davvero tantissimi artisti di talento. Purtroppo gli ascoltatori medi non sono educati a supportare, sia economicamente che con la semplice attenzione queste realtà indipendenti. Spesso sono addirittura annoiati o disorientati quando un brano presenta degli accordi più complessi. É un paradosso, in Italia abbiamo una delle migliori scene jazz! Il mercato estero é un po’ più meritocratico direi, la chiave di tutto é lo studio e la ricerca.

 Canti spesso in inglese, cosa pensi della musica italiana?

Ho sempre ascoltato pochissima musica italiana. Ho seguito fin da piccoletto la scena hip hop, sono nato come rapper e mi sono innamorato delle rime. Ho una grande attrazione nei confronti del cantautorato, come Tenco, De André e Gaber. Ci sono tanti artisti che stimo nel panorama italiano, ma trovo che in classifica ci sia poca ricerca, specialmente lirica, come se i testi non importassero più di tanto, per lo meno questa é la mia impressione quando ascolto la radio in Italia. Ho sempre creduto che avere visibilità dovrebbe sensibilizzare un artista al raccontare delle emozioni vere. Le parole hanno un gran peso, specialmente sui giovani, e la musica é uno strumento potentissimo, può toccare delle corde molto delicate. Abbiamo una lingua meravigliosa ed é un peccato non utilizzarla in modo più completo al servizio della musica e dell’espressione.

Com’é insegnare musica ai bambini?

Una delle esperienze più belle che abbia mai avuto. Dai bambini c’é tanto da imparare, sono esseri puri. Fortunatamente la maggior parte dei miei alunni avevano tanto talento, erano musicali ed attenti. Credo la musica sia fondamentale per l’infanzia, aiuta la fantasia. Personalmente ho trovato i metodi d’insegnamento coinvolgenti ed affascinanti. Mi sono ricordato di quanto da piccoli si veda la magia dappertutto, tornavo a casa nutrito, appagato, perché non solo li facevo divertire, ma senza neanche accorgersene imparavano tanto e sviluppando la loro creatività. Ogni lezione era una sorpresa!

Quanto conta la sperimentazione nel tuo campo?

La sperimentazione é tutto. La ricerca tiene la passione accesa. Bisogna sempre cercare qualcosa di nuovo, nei suoni e nelle parole ci sará sempre qualcosa che non conosciamo e che può esprimere sfumature diverse di una data emozione o storia. L’armonia ha un fascino pazzesco, mi dispiace che nella musica main stream ci sia poca varietà d’armonia. La sperimentazione é una forma di studio, e lo studio deve essere sempre alla base dell’arte. Bisogna conoscere i propri strumenti per poterli usare adeguatamente e metterli al servizio delle emozioni.

Ok, superate le domande personali, possiamo tornare su Xfactor. Ti abbiamo visto esprimere spesso le tue opinioni in modo diretto, ti chiediamo con altrettanta sincerità di esprimerci un giudizio sui finalisti (escludendo te stesso) e se sei stato d’accordo con il verdetto finale del pubblico.

Posso dire di avere conosciuto delle persone preparate, di grande umanità e con tanta voglia di mettersi in gioco. Giò Sada e gli Urban Strangers sono diventati dei fratelli. Abbiamo condiviso una bellissima esperienza, con tanto rispetto, ed abbiamo lavorato tutti molto sodo. Pensavo che avrebbe vinto Giò fin dall’inizio. Lo reputo il cantante tecnicamente più preparato; non avevo mai visto un cantante dormire due ore, fumare 20 sigarette al giorno ed avere comunque la voce perfetta… mi sembrava un alieno! Gli Urban Sono piccoli, ma si spaccano di lavoro. Alessio é più tecnico, Genn più istintivo. Sono aria fresca per il mercato discografico italiano. Tutti insieme abbiamo fondato un collettivo che si chiama “Baell Squad”, e si spera di fare un tour insieme al più presto. Per quanto X Factor fosse una competizione, nessuno di noi l’ha mai vista come tale. La competizione più grande era quella con noi stessi, per poter crescere e superare le nostre lacune. La musica dev’essere condivisione e ci tenevamo a trasmettere questo messaggio.

Quanto ti ha formato sotto il profilo artistico ed umano la collaborazione con Elio?

Elio é meraviglioso, umile e saggio! Sono cresciuto ascoltando la sua musica, e l’ho sempre rispettato, quindi lavorare con lui é stato un vero onore. Si é fidato molto di noi, ma ci ha dato dei consigli determinanti. Mi ha davvero fatto bene per la gestione dell’ansia.

Abbiamo letto in una delle tue dichiarazioni che sei impegnato nella scrittura di un album tutto in Italiano, Confermi? Vogliamo sapere cosa dobbiamo aspettarci e quale sarà il tuo messaggio di rivalsa.

Al momento é tutto da decidere. Avevo cominciato a scrivere un disco in italiano, ma sto praticamente ripartendo da zero. Forse metá in italiano, metá in inglese. Abbiamo un disco pronto in inglese con i Retrospective For Love, in attesa di uscire. Il mio messaggio di rivalsa? C’é sempre tanto da imparare e bisogna studiare e farlo insieme. Quando ci si unisce é tutto più semplice.

Con i Combomastas hai denunciato un tema delicato per la Sicilia e per Palermo. Dopo esserti allontanato dalla tua terra non senti più l’esigenza di trattare questi temi?

C’é sempre l’esigenza di denunciare ciò che non va… sicuramente é un tema che tratterò ancora, più di una volta.

Cosa ti ha dato la tua esperienza londinese che l’Italia non avrebbe potuto darti?

Apertura mentale! Conoscere nuova musica. Andare ad un concerto diverso ogni sera. Condividere la musica con tantissima gente di cultura diversa. Fare l’università con professori di livello internazionale. Insomma… tanto. Ma io sono Italiano, Siciliano e ci tengo tanto alle mie radici.

La partecipazione al talent show è soltanto un punto di partenza, cosa rappresenta per te il successo?

Il successo? Rimanere se stessi, facendo del bene. Ispirarsi ed ispirare. Mettersi alla prova, sbagliare, correggersi, superarsi. Poter vivere serenamente costruendo qualcosa da poter condividere non soltanto con le persone che ami, ma con il mondo intero.

Domanda di rito: Con o Senzamecenate?

Decisamente con senzamecenate.it ! Un abbraccio a tutti voi lettori e grazie 🙂

Davide Shorty - My soul trigger

Davide Shorty – My soul trigger