Campetty

Quando ci giunse press kit e presentazione dell’ultimo disco dei Campetty, tra le righe si leggeva: “basta fare un esperimento: provare a saltare un brano, non ci si riesce”. Eravamo convinti fosse uno di quegli incipit retorici ed inflazionati studiati per riscaldare la solita minestra. Risultato? Non abbiamo saltato nemmeno una traccia.

Campetty. Nome nuovo di zecca, nuovo disco, in parte nuova formazione. Quali sono i nuovi cambiamenti che ci sono sfuggiti?

Innanzitutto grazie per le belle parole d’introduzione; dunque Campetty perché? Perché il Collettivo Intercity si era ridotto del 50% e non ci sembrava quindi corretto utilizzare lo stesso nome; si fosse ridotto per esempio soltanto di un 25% saremmo tornati come tali… Quindi abbiamo deciso di adottare il nostro cognome come moniker, cambiando la “I” in “Y” come celato riferimento al vecchio progetto. Non si esclude in futuro di tornare a pubblicare come Intercity, qualora, democraticamente, ci fosse la maggioranza.

Edwood ed Intercity. Cosa non ha funzionato?

In realtà siamo orgogliosi di tutti i nostri dischi e non cambieremmo una virgola dal punto di vista artistico, è stato fatto un bel percorso, poi, inevitabilmente, le cose cambiano, i collettivi si modicicano, s’incontrano persone nuove ed è bello così.

 Come spieghereste il lento e graduale abbandono dell’inglese nei vostri testi?

Le nostre primissime esperienze di scrittura erano in italiano, quindi in qualche modo è stato come tornare a casa; cantare in italiano non è più semplice, ma è più familiare, ci paice di più; siamo ugualmente legati ai dischi in inglese; anche se crediamo che pubblicheremo canzoni solo in italiano.

“La Raccolta Dei Singoli” è un disco compatto ed eterogeneo. Una massiccia presenza di ambienti e di sfumature, una continua sorpresa che si arricchisce traccia dopo traccia. Esiste un filo conduttore capace di “svelare” ed inanellare tutti i 12 brani?

Non crediamo che ci sia un filo conduttore, perché le canzoni sono nate tutte spontaneamente, ma in differenti periodi, è come se fosse una raccolta di tre, forse più, ipotetici periodi di scrittura, comunque diversi tra loro…

Sono sempre il Brit – Pop e la wave ad influenzarvi?

Direi proprio di si, anche se si ascolta molta musica nuova, dischi targati 2013 potremmo citare i Daughter, Kurt Vile, Deerhunter, Savages, My Bloody Valentine, Phosphorescent, Flaming Lips, in Italia ci sono piaciuti molto i dischi di Toni Bruna e de Il Fratello.

L’uscita ufficiale del disco è prevista per il 31 maggio. Aspettative?

Si ufficialmente il 31 Maggio, ovvero in digitale (I-tunes, Spotify), in formato cd (Distribuzione tradizionale), ma il disco è già in free down load, quindi scaricabile gratuitamente dal nostro sito insieme a tutta la discografia di Edwood ed Intercity, oltre 70 canzoni! Riguardo alle aspettative speriamo di trovare tanta gente ai concerti, sarebbe bello.

Quanto è importante, in questo momento, affidarsi ad un’etichetta familiare?

Diremmo fondamentale, il rapporto umano, ovvero lo stretto contatto aiuta a superare i momenti di debolezza e di difficoltà, che inevitabilmente arrivano.

Domanda di rito: con o senza mecenate?

Assolutamente con “senza mecenate”!

Campetty

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