All About Kane

Togliamoci subito il dubbio. All About Kane sta per… ?

Il riferimento è, ovviamente, al film CITIZEN KANE di Orson Welles. Il film ha appassionato particolarmente il nostro cantante Thom che ha scelto questo nome.

Citizen pop è il vostro secondo album, in uscita il 15 giugno. Un disco dichiaratamente pop?

Sì, in realtà è proprio il nostro debutto. Nel 2009 è uscito un ep di 5 pezzi “Trails”, completamente autoprodotto. Citizen Pop è chiaramente influenzato dal pop, in tutte le sue declinazioni. Ci interessa particolarmente usare un linguaggio apparentemente semplice come il pop per arrivare a più persone possibili, affrontando anche temi più impegnati. In realtà, molto spesso, è più difficile lavorare su melodie e arrangiamenti curati ma accessibili piuttosto che proporre rock indie o underground (generi che, a vario titolo, abbiamo affrontato nelle nostre esperienze precedenti).

È stupefacente la facilità con la quale riuscite a mescolare suoni di grande impatto che svelano il vostro background rock, con suoni delicati ed acustici. Il segreto del vostro sound è proprio questo equilibrio?

Sì, direi di sì, abbiamo lavorato molto in questi anni per cercare un “suono” nostro, senza nascondere le nostre influenze e consapevoli che fare qualcosa di originale in questi anni è dura, tutto è già stato scritto ma noi puntiamo molto sulla qualità e l’intensità degli arrangiamenti e sulla cura del particolare.

Da qualche settimana è in rotazione su Virgin radio il vostro brano “Independent lights”, che tra l’altro è il pezzo che presenta l’intero album. Dalla parafrasi dei vostri testi emerge tanta speranza e tanta positività. Di quali messaggi volete farvi promotori?

In realtà, non vogliamo farci promotori di qualcosa, facciamo principalmente canzoni ma semplicemente ci piace affrontare tematiche anche attuali e difficili, perché abbiamo idee precise su quello che ci succede intorno e comunque, sì, tendiamo ad essere ottimisti e propositivi.

Vi confesso che ho riascoltato più volte il vostro disco, cercando “vanamente” di trovare dei gruppi ai quali paragonarvi. La voce di Thom, la chitarra di Andy, il piano e la chitarra di Guido, il basso di Fabry e la batteria di Eddy sembrano comporre brani già sentiti chissà quante volte. Almeno voi siete in grado di svelarci le vostre influenze?

Tutti noi 5 abbiamo i nostri riferimenti che, a volte, sono anche distanti fra loro, si passa dalla passione per il rock inglese, U2, Coldplay, Radiohead al rock americano John Mayer, Pearl Jam, dall’ “alternative” come Incubus, Gomez, Death Cab for Cutie o anche il cantautorato alla Damien Rice o Paolo Nutini. Insomma negli All About Kane c’è di tutto.

Per la realizzazione del vostro primo videoclip avete potuto contare sulla collaborazione di Stefano Bertelli (Marlene Kuntz, Bandabardò, Cristina Donà, Caparezza, Nomadi). È stata sua l’idea per il video di “Indipendent lights” ?

Sì, direi che dobbiamo ringraziare Stefano per l’enorme lavoro che ha svolto con grande creatività e passione. Per lui è stato impegnativo ma il risultato è stato veramente eccezionale ed è stato il valore aggiunto al brano.

State pensando a qualche nuovo videoclip?

Sì, abbiamo appena vinto il primo premio nazionale di un contest de La Stampa e il premio è, appunto, un videoclip. Dobbiamo ancora scegliere il secondo singolo di Citizen Pop ma comunque credo che usciremo per l’autunno con un secondo video.

Per ben due anni siete stati finalisti all’Heineken Jammin Festival Contest, vincendo tra l’altro l’edizione del 2011 con “My little shop”. A quali altri festival/contest avete partecipato?

Siamo nuovamente in finale per l’Heineken quest’anno, siamo stati in finale a Roma, al Jack On Tour 2011, abbiamo vinto lo Sziget 2009 e poi abbiamo partecipato ad altri contest e al Festival dello Spazio 211 a Torino nel 2010.

Ultima domanda: con o senza mecenate?

Non guasterebbe uno di quegli illustri mecenati veramente illuminati dei secoli scorsi che investivano veramente sull’arte e sulla cultura. Oggi se ne vedono pochi in giro.

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