Alchimia

di Giulia Emanuele

L’alchimia è spesso considerata come un processo di sviluppo, anche spirituale, e di sperimentazione. Quanto vi condiziona la continua ricerca del benessere interiore nel fare musica

L’arte in generale, e la musica stessa, sia quando viene fruita che quando viene creata rappresenta la ricerca del benessere interiore, acquistando per noi una valenza quasi terapeutica.

Da alcuni dei titoli e dei testi dei vostri brani, tratti dall’album Precipitano tartarughe terrestri, come, per esempio, “Decadenza” e “Lo strano fascino delle catastrofi”, si evince una struggente attrazione per il degrado e la degenerazione della realtà. La vostra è una visione disfattista del futuro o un ribelle e provocatorio grido d’aiuto?

Nessuno dei due. Attraverso i titoli e i testi dei nostri brani non vogliamo descrivere una nostra visione del futuro bensì creare un collage di immagini e sensazioni che fanno da metafora a situazioni della nostra vita di tutti i giorni. Per esempio “Lo Strano Fascino Delle Catastrofi” si riferisce alla sensazione amara ma rassicurante che si prova quando ci si trova fortuiti spettatori indenni di un evento distruttivo.

In “Panacea” affrontate il tema del distacco e dell’abbandono. Cos’è realmente per voi la panacea? E’ soltanto  la distruzione del passato e dei ricordi?

No, anzi, può essere una diversa visione del passato a posteriori, che permette di rileggere gli eventi in una chiave più serena e matura.

Il vostro è un rock indipendente, con sfumature elettroniche e sonorità ridondanti. Sembra quasi vogliate scandire lo scorrere del tempo. È così, in realtà?

Non l’abbiamo mai vista in quest’ottica ma è un interessante paragone. Il tema del tempo gioca molto con la musica, in “Muff Clock” per esempio vogliamo creare dei paradossi temporali per esorcizzare un flusso ben scandito del tempo che spesso diventa invadente protagonista della vita di tutti i giorni.

Nell’ultimo brano del vostro album, “Muff Clock”, una voce fuoricampo “spiega” la creazione dei sogni. Nel vostro progetto musicale, qual è il limite del sogno e quale quello della realtà?

Quando si parla di sogno normalmente in quest ambito si considera quello della celebrità. Nel leggere la domanda invece abbiamo tutti pensato a “sogno” come quello stato in cui ci si trova nel fare musica. Suonando dal vivo come in sala prove, momenti nei quali l’individualità di ciascuno perde definizione nei confini per contaminarsi con quella degli altri.

A quando il vostro prossimo album? Ma, soprattutto, cosa dobbiamo aspettarci?

Arriverà presto un pezzo accompagnato da un video! Cosa aspettarsi? Se in “Precipitano Tartarughe Terrestri” la formula alchemica dominante era quella di inframezzare lunghi momenti di massa sonora a brevi sipari di respiro con i nuovi brani sarà proprio il contrario e di conseguenza le dinamiche risulteranno sviluppate in maniera più organica.

Domanda di rito: con o senza mecenate?

Fin troppo senza mecenate!

Ci sentiamo presto, grazie per l’occasione di farci conoscere ancora che ci avete offerto! E speriamo di riuscire a passare ‘dalle vostre parti’ a suonare!

Buon lavoro. Gian-Alchimia

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