Acriks

La musica elettronica grazie all’impiego delle nuove tecnologie e strumentazioni è sempre più accessibile a tutti. Cosa ne pensi del panorama attuale? Quali i livelli di qualità raggiunti?

Difficile dare giudizi da parte mia, credo solo che se tutti hanno a disposizione un giocattolo, tutti ci giocano e inevitabilmente girano tante cose veramente malfatte. Le nuove tecnologia mette a disposizione dei mezzi che con un minimo di capacità tecniche chiunque può registrare dei suoni, ma credo quello del compositore sia un mestiere per soli musicisti ed è meglio che rimanga tale…

Da polistrumentista qual è il valore aggiunto che riesci ad apportare alle tue produzioni musicali?

Semplicemente ho una visione più ampia rispetto ai vari strumenti che suono nelle mie composizioni, quindi un maggiore realismo nell’esecuzione di un basso, di una batteria, chitarra etc… tutte cose che poi vengono capite semmai solo da musicisti come me.

Com’è nata la collaborazione con le voci femminili, protagoniste del tuo primo lavoro?

Diciamo che dove non potevo arrivare io, è arrivato qualcun altro… volevo un interpretazione vocale alta per il singolo “Take All Of Me” ed ho chiamato le migliori voci che conosco Sarah Siks e Kay Alice, due cantanti d’eccezione che ho conosciuto durante alcuni miei Djset in giro per l’Italia, ne sono soddisfattissimo e continueremo a lavorare insieme.

Acriks, hai dichiarato, rappresenta il tuo marchio. Quanto conta la comunicazione per te?

Per uscire fuori dal mucchio è fondamentale, soprattutto se sei un emergente, la gente preferisce un contatto diretto e umano con gli artisti, la comunicazione mediatica aiuta a farti conoscere meglio, oggi tutto questo è gratis con i social network ma se quello che dici non viene condiviso allora è meglio parlare con la musica e basta. Insomma è un’arma a doppio taglio.

Il 1 ottobre è uscito il tuo primo singolo: Take All Of Me. Il tuo sound contiene campionature di terzi?

No, è un piccolo lavoro di artigianato. Ogni suono, batteria, loop e giochetti vari sono creati da me, per mia soddisfazione preferisco perderci più tempo facendo tutto da solo che prendere scorciatoie con dei campioni di campioni già fatti da altri, non avrebbe senso suonare così.

Scrivere musiche per fiction o spot televisivi comporta scelte che rispondono a canoni di mercato ben precisi. È il tuo caso? A quali parametri ti sei attenuto?

Dipende, a volte possono servire delle cose ad hoc per un tipo di scena in cui quel personaggio canta quella precisa canzone da sceneggiatura, in altri casi, e forse la maggior parte, non viene considerato un canone di mercato preciso, conta di più una buona interpretazione dell’atmosfera che si deve creare in quel preciso momento, drammatico, euforico, triste, divertente ecc. Il bello è interpretare musicalmente le emozioni degli attori.

Se dovessi cimentarti in un progetto musicale che include tutte le tue peculiarità e le esperienze intraprese, cosa ti piacerebbe realizzare?

Un progetto alla Captain Beefheart, qualcosa che ha a che fare con il free jazz e il noise più dissonante che ci sia, una voce bruciata dalle sigarette e dall’alcool accompagnata dalle sottili corde di un violino sarebbe il massimo, mai dire mai anzi… lo farò e lo regalerò ai miei amici!

Hai già in programma un tour?

Ho in programma molti Djset di cui alcuni Live, dove oltre ai dischi che seleziono, contestualmente suono chitarre, percussioni, sintetizzatori e theremin. Il sabato suono come Dj resident a Radio Londra poi mi sposto per gli aftershow in altre discoteche come Circolo Degli Illuminati, Neoclub di Roma ma anche Depero Club a Rieti o Velvet Underground in provincia di Arezzo.

Domanda di rito: Con o Senza Mecenate?
Ma pure senza…

Acriks

Acriks