Musicraiser

Giovanni Gulino, voce del gruppo Marta sui Tubi, insieme a Tania Varuni, dj produe fondatrice dei Secret Concert, sono gli ideatori di “MUSICRAISER” piattaforma di crowdfunding per progetti musicali. Esponeteci in breve la filosofia di MusicRaiser:

Tania: Il nostro motto è “Where Fans are Music” finalmente uno strumento meritocratico che rende i fan partecipi della realizzazione di progetti musicali in cui credono.

Non vi chiediamo da cosa nasce la vostra idea ma se ritenete la pratica del fundraising un mezzo molto più equo e democratico per un artista di “guadagnarsi” la fiducia del suo pubblico?

Tania: Prima ti guadagni stima e fiducia (anche di poche decine di persone), poi avvii una campagna di fundraising.

I progetti che decidete di promuovere sul vostro portale sono sottoposti al vaglio di una commissione. Quali i parametri a cui vi attenete?

Tania: Senza fare distinzione di genere, ci assicuriamo che chi propone un progetto sia credibile artisticamente e congruo dal punto di vista obiettivo di raccolta/realizzazione del progetto.

Secondo voi, perché le polemiche più aspre sulla vostra iniziativa sono pervenute dagli stessi musicisti?

Tania: E’ vero, paradossalmente i fan sembrano essere più pronti dei musicisti al crowdfunding. Questo atteggiamento “romantico” e “conservatore” mi riporta un  po’ indietro ai tempi di MySpace. Dopo qualche anno tutti i musicisti ce l’avevano. Idem Facebook. Diamogli tempo 🙂

Giovanni, quanto ha inciso la tua esperienza con Marta sui Tubi, nelle motivazioni che ti hanno spinto a percorrere la strada del musicraiser?

Giovanni: Se non fossi stato così dentro la scena musicale nazionale non avrei potuto avere la credibilità necessaria per lanciare musicraiser. Questo progetto nasce principalmente dal fatto che negli ultimi anni le risorse dell’industria discografica nazionale, sia quella major che quella indipendente, si sono ridotte drasticamente. Trovare qualcuno che ti produca un disco o che investa su una adeguata promozione è sempre più difficile anche se sei un musicista con grande talento. Trovo che uno strumento come musicraiser permetta a tanti artisti di fare da sé (con l’aiuto dei propri fan) senza aspettare fantomatiche proposte discografiche che per altro non arrivano mai. Con i Marta Sui tubi ci siamo prodotti 2 album interamente da soli, abbiamo confidato sulla nostra qualità e sui nostri fans. Tutti oggi possono farlo con il crowdfunding. C’è un altro aspetto importante da considerare: è più facile trovare un contratto discografico DOPO che hai dimostrato a tutti che ce la puoi fare anche da solo.

Vostro target sono, anzitutto, i fan e lo si evince anche dal claim (Where Fans are Music – Dove i Fan sono la Musica). Avete riscontrato molta partecipazione e sensibilità dagli utenti di internet? 

Tania: Decisamente si! C’è un certo entusiasmo nell’aria o lo si evince da come sta andando la piattaforma, tantissimi progetti stanno avendo successo. Pensa che in 3 mesi sono gia più di €80.000 i finanziamenti erogati agli artisti per realizzare i loro progetti in “co-produzione” con i fan!

Il crowdfunding in Italia è ancora poco diffuso. Secondo voi è solo un fatto culturale?

Tania: In realtà non sono poche le piattaforme di crowdfunding generico Made in Italy, basta fare una ricerca su Google. La nostra è l’unica dedicata esclusivamente al popolo della musica. Ad ogni modo come tutti i fenomeni che nascono in America dobbiamo dargli il tempo di svilupparsi anche qui.

Le nostre interviste generalmente concludono con una domanda di rito Con o senza mecenate?

Cenate con me 🙂

Ci sembra doveroso evidenziare qui la nostra linea che sembra convergere concettualmente con la vostra in fatto di produzione artistica il cui successo non deve necessariamente essere frutto del lavoro di un buon “mecenate” ma dalla capacità di raggiungere la gente e ritagliarsi la propria fetta di pubblico, unico giudice indiscusso.