Anthony De Luca

Anthony De Luca è un fotografo pubblicitario e riconosciuto nell’ambiente delle fotografia come un artista originale e poliedrico. I suoi scatti sono davvero unici ma vogliamo parlare con lui delle provocazioni / performance che lo vedono protagonista “davanti” alla macchina fotografica. La sua sua sconfinata creatività lo porta a creare azioni di guerrilla marketing non solo per brand importanti, ma anche per se stesso. Anthony mette in scena situazioni che creano shock visivi, creando tra il pubblico stupore, curiosità, incredulità. Tocca spesso temi comuni, ma senza allegare “messaggi banali e scontati” solo per dare maggior forza mediatica alla sua azione. Chi non ha mai immaginato ad esempio come sarebbe il proprio funerale?! Anthony ha creato il primo funerale da vivo al mondo, solo per vedere cosa si può provare. le sue invasioni artistiche capaci di trasferire inquietudine e stupore. Performance irruente volte a paralizzare e poi sciogliere le abitudini quotidiane, capaci di deragliare le rotte di tutti i passanti. Impressioni di movimento e di alienazione presenti anche negli archivi fotografici, testimoni di voli tra disordine ed inspiegabile equilibrio.

Le tue invasioni ti hanno garantito visibilità e “viralità” avremmo tanto da chiederti, ci piacerebbe sapere piccole curiosità sulle tue incursioni: una donna seminuda trascinata in un sacco trasparente per le vie di mMlano, quali sono state le reazioni della gente?

Nei primi secondi in cui passi davanti alle persone i loro sguardi sono “asettici”, quasi come se lascena che gli si propone davanti fosse talmente assurda che potrebbe essere un allucinazione, poi subito dopo scatta quasi sempre un sorriso o una faccia che esprime incredulità. In tanti tirano fuori telefonini per seguirti e documentare tutta la “camminata”.

Una di queste performance è stata fatta per le vie di Mologna con neve ed una temperatura a – 5 gradi ed una ragazza quasi nuda, come convinci queste temerarie? La modella protagonista ha avuto conseguenze fisiche ?

Ah ah ah fortunatamente no, anche se ha rischiato l’ipotermia. Riguardo al coinvolgimento ho continue richieste ogni giorno di ragazze che vorrebbero essere coinvolte nelle performance,vengono da ogni parte d’Italia e a loro spese. Il loro entusiasmo mi da una grande soddisfazione…

Quante incursioni di questo genere hai fatto e in quali luoghi?

Tantissime, oltre a contesti urbani, realizzo queste azioni all’interno dei locali o eventi, una voltasono entrato anche in uno studio televisivo durante una diretta di un programma sul calcio, trascinando una donna incellophanata… nessuno sapeva della mia “entrata”, mi piace vedere la reazione stupita delle persone.

Una donna di 130 kg in intimo su un carrello da magazzino… l’hai portata in giro per le strade di Bologna… quindi non solo modelle con fisicità da urlo?

Questa è stata la più divertente. Riguardo alla domanda “perchè 130 kg non sono da “urlo” ? 😛 A parte gli scherzi, grande stima per quest’ultima protagonista, collaborare con una ragazza che non ha paura di mostrare quello che per la “massa” è un difetto è stato un vero onore.

Tra tutte le tue numerose performances  spicca sicuramente: Il primo funerale da vivo al mondo! Raccontaci in breve.

E’ la performance che amo di più e per la quale molti mi ricordano, ho voluto creare il mio funerale in “anticipo” per godermi l’unico evento al quale non potrò mai assistere. Tutto è stato fatto come un vero e proprio funerale, macchina, bara, corteo, banda musicale, una breve messa in Piazza Maggiore ed infine una camera ardente in un palazzo storico a Bologna, in cui sono venute circa 600 persone a darmi gli “ultimi saluti”… cosi almeno si sono levati il pensiero quando ci sarà il vero funerale 😉

Tu eri dentro la bara? Cosa hai provato?

Sì, sempre… dall’inizio del corteo, avevo fatto delle prove di respirazione nel mio ufficio, per 40 minuti si riesce a resistere. Durante la veglia il coperchio era aperto ed io immobile per un’ora. La sensazione è davvero unica… sono entrato in un completo stato di trance, lasciandomi trascinare durante l’evento da fidatissimi collaboratori. Tutto era cosi talmente vero che molte persone si sono commosse pura sapendo che ero ancora vivo (o forse piangevano proprio per questo 😉

Leggevo quanto, questi “attacchi” artistici, siano spesso commissionati da terzi per fini pubblicitari. Sapresti fornirci un identikit dei committenti?

Sì, spesso le aziende si affidano a me per creare progetti di comunicazione originali che diano loro visibilità. Da una campagna fotografica originale e d’impatto alla creazione di un progetto di guerriglia. L’identikit è semplice… brand anticonformisti che non hanno paura di “osare”.

Presumo tu sia un’artista freelance ma la nostra domanda è d’obbligo: con o senza mecenate?

SENZA! Ma continua la mia ricerca. In Italia non credo molto nella professionalità e bravura di questa figura.