Alessandro Falco

Alessandro, la tua passione per le foto è relativamente giovane. Cosa o chi ti ha fatto avvicinare a questo mondo?

Ho iniziato a fare foto un paio di anni fa, spinto dalla necessità di documentare l’evoluzione dei miei acquari e di ciò che analizzavo al microscopio. Soltanto ad aprile 2011, avendo ricevuto in regalo una reflex da mio padre, ho iniziato a valutare la fotografia come potente strumento di espressione. Ho provato più volte a disegnare su tela, venendo da una famiglia di pittori, ma non credo di essere particolarmente portato.

In genere fotografi con un preciso proposito o ti lasci trasportare esclusivamente dall’ispirazione, dal momento?

Ho iniziato come tutti fotografando quel che capitava ed in parte continuo a farlo ma con approccio fotogiornalistico. Ora sono piuttosto critico sui miei scatti e preferisco realizzare le idee che ho in testa, possibilmente seguendo una progettualità ben definita. Tengo sempre a mente il fatto che il mondo è oberato di immagini e proporre sempre le stesse cose, anche solo per ricevere consensi, lo ritengo puro inquinamento visivo.

Nel 2010 hai seguito un corso di fotografia presso il Castrum fotoclub. Che tipo di esperienza è stata?

Ho frequentato questo breve corso un paio d’anni fa per imparare a scattare in manuale e per avere maggiore padronanza della mia compatta, per gli scopi già citati prima. Da questo corso ho ricevuto una prima fondamentale infarinatura, ma non aspiravo a diventare un fotografo e non lo sono diventato. Questo mi ha insegnato che un corso non può aiutarti se non sei tu a voler imparare… infatti ho continuato a scattare in automatico per un bel po’ 🙂 Qualche mese fa ho invece intrapreso un percorso intensivo, a stretto contatto con la fotografia per 8 ore al giorno presso la più grande agenzia foto-giornalistica italiana; questo ha rivoluzionato fortemente visione e approccio alla materia. Questa seconda esperienza mi ha fatto innamorare della storia della fotografia e del complesso (ma vacillante) mondo del fotogiornalismo.

Sabato scorso hai presentato presso al BABA club di Pescara la tua mostra fotografica “Cosa Vostra”. Le foto dell’evento non sono ancora disponibili. Qual’era il tema predominante della mostra e che genere di scatti ci siamo persi?

Vi siete persi la mia prima esposizione ma, se non sarà l’ultima, poco male! La Blackbox crew, con cui collaboro come fotografo di eventi, mi propose un paio di mesi fa un’esposizione fotografica in occasione di un importante live di rap italiano. Alla loro offerta ho risposto entusiasta proponendo però un progetto fotografico inedito, ricamato appositamente per l’occasione. Sono contento di essermi messo alla prova in questo modo; ho preferito non sparare tutte le mie “cartucce” con una mostra delle mie migliori fotografie che probabilmente avrebbero soltanto annoiato il pubblico a cui mi stavo rivolgendo. “Costa Vostra” è infatti un tributo all’ hip hop, in particolare della mia regione in cui è radicata una solida tradizione consacrata a livello nazionale da Lou X ed il suo gruppo (Costa Nostra). Con questo progetto ho tentato di rinnovare il linguaggio visivo che ruota intorno all’hip hop, adeguandolo alla continua evoluzione ed alla contaminazione musicale che sta vivendo negli ultimi anni. Ho quindi cercato in tal senso di svecchiare la classica iconografia rap, quasi paralizzata da tendenze filoamericane e atteggiamenti gangsta; gli artisti hanno accettato di buon grado la provocazione posando in situazioni surreali e spesso vicine alla fotografia concettuale.

Facciamo un esperimento: posto un’immagine e tu provi a condividere con noi tutte le sensazioni che questa ti suscita.

Foto acquario

Eh… sono acquarista da circa 10 anni e questa passione mi ha portato a laurearmi in Ittiopatologia (Dottore dei pesci) in primavera scorsa. Ho creduto fortemente in questa passione, raggiungendo visibilità e risultati interessanti, ma ben presto ho dovuto aprire gli occhi di fronte all’imprenditoria più discutibile ed al mondo delle raccomandazioni. Potrei dirvi il nome dei coralli e pesci all’interno ospitati, farmi un’idea del tipo di gestione e molto altro ancora. Ma vedere un acquario in questo momento, calcolando quanto ci ho investito e pensando che fino a 4-5 mesi fa gestivo un laboratorio di 5000 litri totali, mi mette solo un po’ di malinconia.

L’immagine, appunto, non è stata scelta in maniera casuale visto la tua grandissima passione per gli acquari. Acquari e fotografia, spesso trovano dei punti di incontro nella tua vita?

L’acquariologia mi ha avvicinato al mondo della fotografia, anche se in maniera indiretta ma al momento le due cose sono in forte contrapposizione, intendendole come due speranze lavorative ben distinte, salvo la possibilità di diventare un fotografo subacqueo.

In conclusione sottolineiamo che sei stato finalista ai Sony World Photography Awards. Vuoi parlarci in maniera dettagliata di questa tua partecipazione?

Sono stato selezionato recentemente al Sony World Photography Awards 2012 con due fotografie. Una delle due è finalista per le sua categoria. Il fatto di essere stato selezionato tra oltre 50.000 fotografi, ma soprattutto di venire esposto in una galleria a Londra da Aprile, mi lusinga e lo ritengo un feedback importante per continuare a provarci. Sinceramente è il primo concorso fotografico a cui ho partecipato, se escludiamo un concorso per acquariofili (che ho vinto :P).

Ultima domanda: Con o senza mecenate?

Senza, ma se qualcuno è interessato prometto un bellissimo acquario in salotto 🙂

Grazie Alessandro. Ricordiamo che “Costa Vostra” sarà presto visualizzabile integralmente sulla pagina web di Alessandro http://www.alessandrofalco.com/