Categoria: Gallerie

Fotografia, Gallerie

Andrea Scaffidi

In tempi non sospetti ho avuto modo di catapultarmi nella fotografia di Andrea Scaffidi.

La prima sensazione, poi rafforzatasi sempre più, è stata quella di riuscire ad afferrare ogni singolo istante immortalato in ogni suo scatto e poterlo poi rivivere aldilà dello spazio e del tempo.

Credo che il tempismo e la capacità di trasmettere forti sensazioni siano dei punti imprescindibili in qualsiasi forma artistica. Attraverso qualche domanda proveremo a capire di più di Andrea e della sua fotografia.
Intervista 
Vorrei che iniziassimo a parlare un po’ di te. Quali sono le tue tua passioni aldilà della fotografia? Le tue fonti di ispirazione o di distrazione…
La prima cosa che ho fatto quando ero bambino è stata disegnare. Una passione che ha accompagnato gran parte della mia vita (in qualche modo continua a farlo) influenzando infatti la mia scelta su indirizzi scolastici e universitari che mirassero soprattutto alla progettualità e alla creatività.

In particolar modo ricordo il periodo d’arte, dove il disegno occupava molto del mio tempo, forse anche grazie a quella grossa fonte di ispirazione derivata dalla trilogia “Il Signore Degli Anelli” (chi mi conosce sa quanto io ne sia ossessionato). Successivamente, e devo dire anche in maniera molto casuale, iniziai a suonare la chitarra e a fare le prime esibizioni live con le band in cui militavo. Oggi, tra mille impegni, quotidiani, trovo sempre qualche minuto per una strimpellata.

Ricordi l’esatto momento in cui hai scattato la tua prima fotografia?

La prima foto non proprio ma ricordo il periodo in cui ho preso in mano la prima digitale e immortalare quei preziosi momenti con gli amici e i viaggi fatti. L’anno era il 2003 ma il concetto che avevo allora di fotografia era totalmente diverso da quello di oggi.

Chi o cosa sono i “soggetti tipo” dei tuoi scatti?

Diciamo che non ho un soggetto preferito. Vivendo in una terra bellissima, ricca di tradizioni e feste popolari, mi basta uscire fuori con la reflex in mano e sicuramente qualche scatto interessante da portare a casa lo avrò. Mi piace molto il reportage, quindi faccio affidamento alle sensazioni che un determinato momento suscitano in me, senza stare a ragionarci molto e cogliendo l’attimo. Mi piace molto anche la foto ragionata che il più delle volte si fa in studio o comunque in una situazione dove puoi permetterti di “perdere” un po’ di tempo, vendo il vantaggio di poter controllare ed impostare la luce a tuo piacimento. Questo tipo di immagini le realizzo quando ho il bisogno di esternare un’idea, una sensazione o semplicemente raccontare qualcosa.

Quali sono gli elementi fondamentali che deve possedere uno scatto? Esiste quello perfetto?

Lo scatto è perfetto quando emoziona, quando scatena qualcosa nella persona che lo osserva. Questo è l’elemento fondamentale che una buona fotografia deve avere, cioè emozionare. La foto deve raccontare qualcosa.

Condividerò (qui sotto) una tua foto e vorrei che ci dicessi qualcosa di più a riguardo. Il momento in cui è stato immortalato, l’intuizione che ti ha spinto a catturarlo o semplicemente qualche dettaglio tecnico.

La luna in quelle sere era semplicemente fantastica, e fu questo il motivo che mi spinse a scattare. In realtà la foto in questione è frutto di un secondo tentativo, il primo lo feci esattamente dall’incrocio della strada con la luna che si ergeva sopra la via in maniera perfettamente simmetrica. Non contento, decisi di salire sul terrazzo per cambiare il punto di vista e rendere il tutto meno simmetrico e piatto. Effettivamente il risultato era diverso e più piacevole ma quello che rende interessante la foto è quell’uomo che porta a spasso il suo cagnolino, personalmente mi trasmette un senso di serenità.

Nel tuo portafoglio hai anche diversi scatti commerciali. Quali sono le tue valutazioni in merito al mercato della fotografia?

Ho avuto modo di collaborare con qualche azienda per la realizzazione di immagini del proprio prodotto, quindi posso farmi un’idea approssimativa di questo specifico settore. L’aspetto della fotografia commerciale viene un po’ sottovalutato, non si dà molta importanza alle immagini o quanto meno non si è disposti a “spendere” tanto per questo tipo di pubblicità. La conseguenza è che il lavoro realizzato dal fotografo verrà sempre sottopagato. In realtà non ci si rende conto che quell’immagine è il frutto di molti tentativi e di ragionamenti tecnici che portano poi alla foto finale.

Ultima domanda: con o senza mecenate?

Direi proprio senza mecenate.

 

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Gallerie

Ettore Maria Merlino – L’arte escatologica

La pop art in Gran Bretagna e l’arte povera in Italia hanno ampiamente dimostrato come degli oggetti comuni, materiali semplici o persino riciclati, adeguatamente assemblati, possano costituire un opera d’arte, che sottende messaggi sociali e culturali più profondi, talvolta manifesti, altre volte solo accennati. Una scatola può, pertanto, diventare mezzo di denuncia nei confronti di una società governata dai consumi e gli oggetti tornare ad essere rappresentati nella loro essenza, fino a ricordarne la loro funzione originaria. Ecco che oggetti semplici diventano portatori di messaggi la cui bellezza concreta deriva da un significato altro che l’autore intende svelare.

Viene spontaneo a questo punto chiedersi se in arte tutto è concesso……

La risposta ce la fornisce un artista santagatese, Ettore Maria Merlino, secondo il quale ogni forma di espressione artistica è valida nella misura in cui è supportata da motivazioni estetiche e culturali.
La sua formazione si rifà agli studi dell’accademia classica, ovverosia a quella cultura ellenistica incentrata sulla ricerca quasi ossessiva dell’equilibrio e della perfezione. Le linee ritratte dal pittore assumono spesso forme sinuose, ma assolutamente sincere. Non vi è nulla di astratto o sottratto all’occhio del suo osservatore: i dipinti sono un manifesto della cultura e della storia siciliana, nonché della donna, celebrata come una dea greca dei giorni nostri. Le figure femminili, da sempre predilette, trasmettono significati primordiali, simbolo di una bellezza senza tempo. Esplosione di forza, autonomia ed affermazione, le donne sono portatrici di sentimento e saggezza. Come delle amazzoni, sono combattenti emancipate. Dipinte con colori caldi e tratti sicuri, sprigionano passione e scatenano istinti carnali, come a voler comunicare una passione carnale per la vita e per i suoi valori. Arte sacra e arte profana sono spesso mescolate: espressione del divino in terra, componenti di due mondi separati, ma in constante dialogo tra loro.
Con queste premesse non poteva che albergare un animo dualista nel nostro artista, che solo di recente ha trovato espressione.
Lui stesso spiega: “si tratta di un’attrazione per l’avanguardia americana che mi spinge a guardare oltre i canoni classici, che da sempre hanno guidato e mosso la mia vena artistica” . La disputa si risolve fondendo le due correnti: l’arte classica come punto di partenza, realtà prima, e l’arte moderna come sua derivazione e realtà ultima. Una sorta di visione escatologica che prende le mosse dall’amore per il bello accademico e ne modifica la forma, la proporzione, fino a diventare linea, colore, macchia, strappo, punto. Ogni regola viene ribaltata e a prendere il sopravvento è l’istinto dell’autore, così che la “non pittura” possa sopraffare l’archetipo iniziale, offendendolo, annullandolo, in nome di un assoluta libertà espressiva, che sancisce l’ultima visione, una visione “escatologica” dell’arte.

Un ringraziamento particolare a Salvatore Di Pane che ha curato la fotografia.

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Gallerie

Roberto Mendolia (Rogika)

Roberto Mendolia in arte Rogika nasce nel 1962 a Taormina dove vive e lavora. Autodidatta, artista poliedrico, si occupa di pittura, scultura, fotografia e scenografia teatrale. Si definisce un artista “dilettante” perché questo gli consente di mantenere la sua personale libertà della ricerca. Il suo continuo interesse per un’arte senza “schemi” lo introduce in un “suo” particolare “nomadismo” artistico. Si considera “demodé” perché vuole esprimersi senza alcuna influenza.

Abbiamo selezionato alcuni scatti suoi in B/N. Vi auguriamo di perdervi in questi splendidi paesaggi.

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Cogito Ergo Sum – Donna

La collettiva che da vita alla Mostra “Cogito Ergo Sum – Donna” riunisce il gruppo fotoamatori tra cui Alessandro Faccini, M. Letizia Cotroneo e Sara Fugazzotto, con la collaborazione del fotografo professionista Charley Fazio, che lo vedrà impegnato nella prossima tappa, in cui sarà ospitata la mostra, una pittrice Giada Romano GiaRò e lo scultore Dario Rugolo RuDa, sostenuta dalla F.E.B.A.C. – Federazione Europea Beni Artistici e Culturali di Rometta (ME).

Tre punti di vista diversi per espressione: Fotografia, Pittura e Scultura, ma con un unico filo conduttore la Donna. Toccando alcuni dei suoi sfaccettati aspetti dalla fragilità alla seduzione, passando attraverso la violenza, la denuncia della stessa, fino ad arrivare alla rinascita. Spinti dai più frequenti atti di femminicidio e di stalkeraggio sentono di dover rilanciare e amplificare il valore assoluto della Donna come essere pensante, al di là di ogni insensato desiderio di possesso e di mercificazione del suo corpo. Si passa infatti dai volti sereni e sorridenti a quelli più toccanti e forti sulla violenza, negli scatti fotografici e nelle istallazioni e video, al fine di amplificare la drammaticità del messaggio; per arrivare ai tratti leggeri e impalpabili che raccolgono tutta la fragilità e la velata seduzione nei dipinti di GiaRò. Infine si giunge alla carica rigeneratrice e procreatrice della donna visibile nella materia plasmate dalle sculture di RuDa.

Ogni elemento riconduce alla Donna, in tutta la sua fragilità e forza rigeneratrice, capace come la fenice, di rinascere a nuova vita, anche dopo lo sgretolarsi di ogni suo punto fermo. Senza mai privarla di quella grazia sensuale che, come uno scudo di difesa.

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Sicilfoto Contest – EBOOK – Percorsi Naturalistici

Il 3° ed ultimo EBOOK (Percorsi Naturalistici) completa la galleria virtuale del primo Sicilfoto Contest. Abbiamo scoperto ed apprezzato luoghi e percorsi della nostra amata terra, ci siamo ritrovati e confrontati,abbiamo condiviso esperienze e conoscenze.

Ringraziamo chi ha creduto in questo progetto ed ha contribuito attivamente alla creazione di questo enorme contenitore di scatti mozzafiato. Che le parole diventino immagini.

Buona visione: 

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