Marcella Renna

Marcella Renna presentati in tre righe…

Mi chiamo Marcella Renna e mi occupo di ceramica e grafica. Sono una designer-maker, insomma una a cui la giornata di 24 h non basta. Esploro, invento, disegno, faccio, comunico…

Come nasce il tuo lavoro?

Il mio lavoro nasce dalla curiosità verso il prossimo e verso me stessa. Sin da piccola ho sempre disegnato, senza freni e senza chiedermi il perché, volti e case. Volti e case sui banchi di scuola, i tovaglioli di carta, i quaderni, i diari. Mia nonna, spostando l’armadio, ha trovato, con immenso disappunto, volti e case disegnati, a penna, persino sulla parete della sua camera da letto. Oltre che disegnarli, mi è poi sempre piaciuto affidarli delle storie. Ogni volta che siedo di fronte a qualcuno, in treno, metro, mi domando…chissà chi è, dove abita, da dove viene, dove va? Ogni volta che di sera prendo un autobus di quelli alti, a due piani e si ferma davanti alla luce di un appartamento mi chiedo chissà chi ci vive, che arredo ha, che lavoro fa, chi incontrerà domani? Sono incuriosita dalle storie, dalla diversità e dalle similitudini, dal fatto che non ci sono 2 persone uguali, ma proviamo un po’ tutti le stesse emozioni. Il mio lavoro cerca di riassumere emozioni in personaggi che vengono riprodotti su tela, carta, ceramica.

I tuoi progetti, Coltiva la tua personalità e Quattro chiacchiere, insistono entrambi sul concetto di personalità.  Perché?

Ritengo che preservare la propria unicità sia assolutamente fondamentale per il benessere personale e mondiale. Se ognuno di noi riuscisse a scrollarsi di dosso le imposizioni sociali, scoprire il vero se stesso e coltivarlo, il mondo sarebbe un posto migliore perché saremmo tutti più appagati. Scoprire se stessi, tuttavia, non è facile perché abbiamo mille sfaccettature, ma spesso ci “catalogano” o “auto cataloghiamo” con una sola di esse, magari anche quella meno pregnante…ve lo dice una catalogata come “avvocato” e scopertasi “artista”!

Audrey, Memè, Azzurra, Francesca sono donne di cultura con caratteri definiti.  Cosa significa per te essere donna?

La catalogazione uomo/donna non mi è mai piaciuta. Mi ricorda un po’ quelle tristissime serata in cui arrivavi al pub in coppia e poi per colpa dello stupido di turno ci si ritrovava tutti gli uomini seduti da un lato e le donne dall’altro e si finiva gli uni a parlare di calcio e le altre di vestiti. I miei personaggi sono prevalentemente femminili per una pura questione estetica, perché gli abiti femminili mi piacciono di più, perché forse mi riesce meglio disegnarli, ma, se mi consenti, trasformerei la domanda in cosa significa per te essere persona?  Significa CONOSCERE, approfittare della nostra permanenza su questo bellissimo pianeta per guardare, viaggiare, imparare, apprendere il più possibile e ributtarlo fuori più bello di prima, arricchito del nostro personale apporto. Significa condividere idee, stati d’animo, parlare e ascoltare, arricchirsi delle esperienze altrui, perché il mondo è immenso e non c’è tempo per conoscerlo tutto da soli.

 E tu, che “personaggio” sei?

C’è un po’ di me in ognuno di loro, ma quello che mi si avvicina di più è “Memè” il cui nome non è affatto casuale J

La tua esperienza a Londra cosa ti ha lasciato?

La voglia di tornarci. Con tutti quei volti e quei bus a due piani…

Le immagini possiedono una grande potenza e sono in grado di veicolare messaggi. Qual è il tuo?

Ascolta e coltiva te stesso, se non ti senti, urla più forte!

Domanda di rito: Con o Senzamecenate?

Con Senzamecenate e tutti coloro che amano ascoltare.