Lucia Calfapietra

Dall’Accademia di Belle Arti di Bologna alla Francia e più nello specifico Parigi. Lucia, quali sono i motivi che ti hanno spinto a questa scelta di vita?

Sono partita a settembre di quest’anno tramite il progetto Leonardo che grazie ad un finanziamento dell’Unione Europea e di enti privati permette di fare un tirocinio all’estero di 4 mesi. Ho fatto un tirocinio presso la casa editrice/libreria/galleria Les trois Ourses (http://troisourses.online.fr/) dove ho cominciato a conoscere l’editoria francese, che avevo già “assaggiato” durante l’Erasmus in Belgio (Bruxelles) di due anni fa. Finito lo stage, ho deciso di provare a restare e ho cercato qualche lavoretto, continuando a frequentare gallerie e fiere. Per ora sto lavorando in un centro culturale/galleria, poi si vedrà…

Cosa hai trovato oltre confine?

Sto ancora cercando! Sono qua da solo sei (no, sette!) mesi, ma sicuramente ci sono più porte a cui bussare, più cose che si muovono. Anche se la concorrenza è molto forte, mi sento più speranzosa, più stimolata a provarci. Ho trovato un altro rispetto, un’altra attenzione per l’arte, per la cultura in generale. Gli eventi culturali dedicati ai bambini sono innumerevoli, gli eventi artistici anche… non so, mi sento in qualche modo meno “costretta”, posso provare in diversi campi, l’illustrazione non è solo libri per bambini… non sono forzatamente esterofila, questa è solo la mia visione personale dopo qualche mese di osservazione!

Le tue illustrazioni, a primo impatto, suggeriscono una grande eterogeneità non solo tematica ma anche cromatica. Esiste un filo conduttore che funge da legame tra tutte le tue opere?

Esistono dei “temi” ricorrenti, dei “cicli” che mi perseguitano e a cui il disegno ti sottomette. I colori arrivano dopo, faccio molte prove, molti esperimenti e più vado avanti in un progetto, più cerco di sottrarre elementi, in modo che alla fine (nella migliore delle ipotesi) rimanga solo l’essenziale. Il filo conduttore non è quindi razionalmente deciso, ma vien da sè, e spesso si mostra solo in corso d’opera. Spesso tutto comincia con un libro che ho letto, una storia, poi misteriosamente tutto sembra condurre in un punto, le idee si incanalano e allora vuol dire che il progetto funziona, che devo continuare!

Nella raccolta “I nonni” improvvisamente tutti i colori si spengono, lasciando spazio ad ovattate sfumature. Quelli rappresentati sono dei tuoi ricordi?

Sono i ricordi del nonno di un’amica, Sara, con cui abbiamo iniziato un progetto di libro. L’abbiamo ascoltato, preso appunti sulla sua terrazza mangiando fragole. Io con la matita e i colori, lei con la penna. Sara ha scritto il testo, la storia di un bambino nella campagna romagnola durante la guerra. Dunque i fascisti, la povertà, ma anche il gioco, gli animali, la vita di tutti i giorni. Io accompagno il testo con i disegni. Sono partita dalle foto che Sara mi ha dato, repertorio “storico” e memoria reale custodita con cura in una scatola. Ho deciso di non mostrare le facce, di usare una tecnica più “sporca” pur se le immagini sono ricavate a partire da fotografie. Voglio che le immagini, pur partendo da documenti privati, diano un tono più universale alla storia. I colori sono aggiunti al computer e sono solo due per non creare troppa confusione e non “urlare” troppo.

Attraverso il tuo blog ho scoperto che sei impegnata (anche) in workshop dedicati ai più giovani. Credi che col passare degli anni la creatività di ognuno di noi finisca per annebbiarsi? O per disilludersi?

Credo semplicemente che insegnare ad un adulto sia quasi impossibile, se possiamo fare qualcosa per questo mondo è dai bambini che bisogna passare (Munari dixit). Se, attraverso un laboratorio, posso aiutare anche solo un bambino a non avere paura di un libro, o di un foglio bianco, o delle sue idee, posso ritenermi soddisfatta. Allo stesso tempo, spesso sono io che prendo ispirazione dal lavoro dei bambini, hanno idee molto più belle delle mie!

In questo momento stai lavorando, in particolare, a qualche progetto?

Sto continuando il progetto delle memorie del nonno che si spera vedrà la luce in settembre, con l’inizio delle scuole! Intanto, sto cominciando a pensare ad un nuovo progetto, magari in cui seguire anche il testo, ma ancora non c’è nulla di definito.

Sulla tua scrivania cosa non può mai mancare?

(vado a controllare) Uhm, tutto e niente… forse fogli di carta già usati da un lato (mi fanno meno paura di quelli nuovi).

Ultima domanda: con o senza mecenate?

Se è un buon mecenate (cioè che non pensa solo ai suoi interessi), perché no? Come p.r. di me stessa sono assolutamente negata!

Di seguito alcune illustrazioni di Lucia, il resto su: http://luciacalfapietra.blogspot.it/