Laura Sighinolfi

L’illustrazione è la passione della tua vita e questo è riportato a caratteri forti nella tua biografia. Descrivi il tuo processo creativo. Da cosa maggiormente trai ispirazioni per le tue illustrazioni?

Da cosa traggo ispirazione? … Da molteplici cose, soprattutto dalle emozioni, da ciò che provo in quel momento e che cerco di trasmettere attraverso l’immagine. Ciò che ispira di più le mie illustrazioni, oltre ai miei miti come Evangelista, Dautremer, Innocenti e tanti altri, è la mia terra, si proprio la Sicilia, che in tanti disprezzano consigliandomi di abbandonarla, ma io, senza il sole, senza i colori che mi offre così spontaneamente non riuscirei a disegnare. In molte mie illustrazioni cerco di riportare quel tratto distintivo delle mie origini, dall’elemento decorativo dei carretti, al pupo siciliano ai colori caldi.

Il più delle volte, l’illustratore moderno è preso dalla “smania” di firmare quante più cose possibili, tu in quali campi ti sei cimentata e messa in gioco?

Spesso l’illustratore è portato a cimentarsi in diversi campi… per poter sopravvivere in questa giungla del mercato del lavoro. Come molti, io disegno fin da piccola, e sin da allora sapevo che avrei voluto lavorare con il disegno. Inizialmente pensavo come fumettista o come colorista di cartoni animati, ma una volta provato, ho capito che non era la mia strada… era difficile guadagnare e mi sarei dovuta trasferire (e questo non era proprio nei miei piani). Così, dopo aver seguito dei corsi di formazione, ho cominciato a lavorare nel settore grafico pubblicitario e per molto tempo ho abbandonato il disegno. Ma un giorno, ammirando delle splendide illustrazioni di una mia cara amica, ho capito che l’illustrazione per l’infanzia poteva essere ciò che cercavo da tempo. E così sto tentando questa strada, che mi soddisfa molto, anche se sono ancora all’inizio.

Quanto è difficile per un illustratore farsi apprezzare da un editore, in Italia?

Il lavoro dell’illustratore è molto delicato e spesso ci s’imbatte in editori che non ti apprezzano e alle fiere ti liquidano un po’ bruscamente. In Italia, purtroppo, l’illustrazione è spesso considerata un hobby anche dalle case editrici, che spesso tendono a non pagare o a pagare poco, sostenendo di darti una grossa opportunità pubblicandoti e che quindi non è necessario un pagamento. Io finora sono stata fortunata e non ho avuto grandi problemi, ma ne sento di tutti i colori da parte degli altri amici illustratori. È anche vero che alcuni illustratori esordienti, che non fanno dell’illustrazione il loro lavoro e quindi la loro fonte di reddito, tendono spesso a lavorare gratis e questo non fa altro che ammazzare il mercato, creando un circolo vizioso, in cui si bada di più alla convenienza economica trascurando la qualità ma per fortuna non è sempre così.

Matita, tavoletta grafica, software. In che maniera, secondo te, si sono evoluti gli strumenti grafici negli ultimi tempi?

La strumentazione a disposizione di un illustratore si è di certo evoluta, abbiamo a disposizione tecnologie avanzate che ci permettono di creare in svariati modi. Ma in fondo in fondo un foglio di carta e una matita sono sempre insostituibili, il calore che trasmettono sono unici, e lo dice una sostenitrice del digitale. Io amo le mie tavolette grafiche ma la sensazione del pastello nella mano che scivola sulla carta è unica.

Credi che la tecnologia possa colmare la carenza di talento?

Credo che la tecnologia possa agevolare un bravo illustratore. Una modifica chiesta dall’editore, in digitale è molto più veloce ma non può colmare la carenza di talento. Una tavoletta grafica non può trasmettere la creatività alla mano.

Recentemente sei stata insieme a Rosanna Maranto promotrice di ILLUSTRAMENTE, festival dell’illustrazione per l’infanzia, evento che ha riscosso un notevole successo. Che esperienza è stata?

Un’esperienza davvero magnifica, assolutamente da ripetere, la magia che si crea quando le idee sono condivise e la voglia di fare pervade tutti, è una cosa strepitosa. Mi sono accorta di avere accanto Rosanna, una donna dalle mille risorse che, insieme a suo marito Vincenzo, hanno saputo trasformare in realtà ciò su cui fantasticavamo. Amici illustratori che non hanno voluto nulla in cambio e hanno subito appoggiato l’iniziativa. Il mio ragazzo, Carlo, che ha sempre sostenuto l’idea lavorando sodo anche quando era stanco. Un sacco di amici che ci hanno ringraziati per quello che stavamo facendo, e io ringrazio loro. La gioia più grande? Quella di vedere tante persone appassionate dipingere insieme. La prossima volta vorrei essere anch’io una di loro ma credo sia molto complicato, dovrei sdoppiarmi ;P

È prevista una seconda edizione? Puoi darci qualche anticipazione?

Certo che è prevista una seconda edizione, tutto il resto è top secret ;P

A proposito: con o senza mecenate?

Io sono una sostenitrice del “Senza Mecenate” tanto che ho aperto da poco la partita iva del mio studio grafico Albicocco, proprio perché tendo a voler essere indipendente; ma a volte un mecenate serve, soprattutto nel campo dell’illustrazione occorre sempre un buon editore e quindi, se ci deve essere un mecenate, speriamo che sia un ottimo e onesto imprenditore.

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